In completo abbandono il Parco delle cento fattorie costato tanti soldi. Ora restano solo i cartelli CAPANNORI Che non fosse più una priorità per la Soprintendenza lo aveva messo ben in chiaro Giulio Ciampoltrini due anni fa, in un'intervista al nostro giornale, ma che il Parco delle cento fattorie romane avrebbe fatto questa fine non se lo sarebbe aspettato nessuno. Di quella scoperta che gli esperti definirono incredibile, della "Pompei della Piana", come qualcuno osò definirla, non rimane quasi niente, se non i cartelli disseminati qua e là per le strade di Capannori, che riportano foto di bellissimi reperti scavati nei siti di Fossa Nera A e B e del Palazzaccio, siti oggi solo faticosamente raggiungibili in auto. Non c'è più la passerella pericolante che permetteva di attraversare il Rogio per raggiungere lo scavo del Palazzaccio, non c'è più neanche il casottino malandato che un tempo ospitava gli strumenti degli archeologi, arrivati qui da tutto il mondo per riportare alla luce quelle abitazioni di epoca romana così ben conservate sotto gli strati di fango. Non c'è più il cartellone informativo che spiegava che cosa si stava ammirando, da una parte e dall'altra del canale che attraversa il Padule. La segnaletica è rimasta, quella sì. Due cartelli che indicano in un caso il sito del Palazzaccio, al di là del Rogio (ma da raggiungere come?) e gli scavi Fossa Nera A e B. Poi, più niente. «Non sono stati stanziati fondi per quelli scavi. Abbiamo privilegiato altri siti più accessibili, come quello di via Martiri Lunatesi», aveva spiegato Ciampoltrini nel 2011. Bene, i fondi per valorizzare il parco non ci sono. Ma per almeno mantenerlo? Raggiungere gli scavi è quasi impossibile (si rischiano i semiassi) e anche se si fosse tanto intrepidi da provarci, sarebbe comunque difficile riuscire a individuare qualcosa tra l'erba alta e il fango che abbondano nella zona del Padule. Individuare cosa, poi? La cartellonistica è assente o praticamente illeggibile. Insomma, del Parco delle cento fattorie sono rimasti solo cartelli stradali, una pagina sul sito della Provincia e un sito web dedicato, oltre all'amaro in bocca lasciato a tanti esperti, tanto che la questione è trattata su parecchi siti Internet, dal blog "Archeologia in rovina" a "Toscana nascosta". «La fattoria non va più. Potrebbe essere un parco archeologico unico al mondo, quello delle cento fattorie romane vicino a Lucca. Invece è l'ennesima occasione sprecata insieme a centinaia di migliaia di euro. Tra i Comuni di Capannori e Porcari c'è un tesoro archeologico che restituisce al paesaggio l'aspetto che aveva duemila anni fa, ma gli scavi si sono fermati», si legge su "Archeologia in rovina", che cita, tra le altre cose, anche il museo che sarebbe dovuto sorgere al casello autostradale del Frizzone, una struttura che, invece, rimane tutt'ora vuota. Eppure i soldi per le Cento fattorie erano arrivati: 200mila euro dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, mentre altri ne sarebbero dovuti arrivare da Provincia e Comuni di Capannori e Porcari. Perché, dunque, dopo aver speso tanto, abbandonare tutto così?