UN SISTEMA culturale polverizzato. Così quella che dovrebbe essere la solida bandiera della Capitale affonda tra le sabbie mobili dell'amministrazione. L'assemblea del Comitato Estate Romana, che si è tenuta ieri pomeriggio al Teatro de' Servi, si è trasformata in un atto di denuncia: gli operatori sono allo stremo e molte manifestazioni storiche sono praticamente già saltate. «Roma ha maledettamente bisogno di politiche culturali vere, così ci stanno facendo morire», dicono i promotori del Comitato. «Ma non ci arrendiamo - aggiungono - anzi chiediamo un incontro urgente al sindaco Alemanno e all'assessore Gasperini: anche se a breve si va alle urne, in questi dieci giorni devono continuare a fare il loro lavoro, abbiamo bisogno dei permessi e delle autorizzazioni per tentare di salvare almeno il salvabile». All'assemblea di ieri erano presenti i principali organizzatori delle manifestazioni storiche dell'Estate Romana,a cui si sono uniti i due ex assessori comunali alla Cultura, Umberto Croppi e Silvio di Francia. Tutti puntano il dito su quello che ritengono l'esempio più lampante del fallimento della giunta: il bando per l'Estate Romana. Pubblicato il 7 maggio, a ridosso della stagione estiva e delle elezioni per il Campidoglio, non concede agli organizzatori il tempo sufficiente per allestire le rassegne. E, soprattutto, quel bando non ha alcuna copertura finanziaria: «L'amministrazione capitolina - si legge nel documento - procederà al finanziamento delle iniziative selezionate solo successivamente al reperimento delle necessarie risorse economiche». Come dire, si scarica l'onere sulla prossima giunta. E intanto le rassegne estive sono costrette a chiudere. «Quel bandoè illegittimoe senza copertura non ha alcun valore», taglia corto Croppi. Incalza Di Francia: «Anche se le casse comunali sono in crisi per il patto di stabilità, si poteva agire per tempo, anticipando il bando e gestendo la situazione di concerto con gli operatori di settore. Invece il bando, come nel 2012, ha accumulato un ritardo ingiustificato». I promotori delle rassegne sottolineano come la cultura e lo spettacolo non si possano improvvisare: «Richiedono dei tempi strutturati di pianificazione - affermano - l'ideale sarebbe tornare ai bandi pluriennali, come si faceva in precedenza. Siamo un asset economico strategico per il tessuto della Capitale, abbiamo bisogno di amministratori che sappiano capire le esigenze delle nostre imprese, che oltretutto sviluppano un indotto molto importante per l'occupazione». E non è, evidentemente, soltanto un problema di fondi: «Occorre un sistema della cultura, come accade in tutte le grandi capitali». Replica piccato l'assessore Gasperini: «Non c'è nessuna casa che brucia, smettiamola di dire bugie. Lo svolgimento dell'Estate Romana non corre alcun rischio. Aldilà dell'incomprensibile paura dei singoli, la verità è che l'amministrazione ha pubblicato un bando per il reperimento delle attività che si svolgeranno nel corso dell'estate e fino alla fine dell'anno».