LECCE - Sarà il rumore degli aerogeneratori a risvegliare da secoli di torpore i figli dei Messapi, che nelle campagne di Giuggianello dormono in corpi di alberi dopo avere osato sfidare le Ninfe. Le colline del mito, cantate da Nicando e da Ovidio, Stonehenge pugliese disseminata di dolmen e menhir, saranno sacrificate sull'altare delle energie pulite. "Lu ientu" salentino sarà incanalato nelle pale di 12 torri alte 100 metri, che produrranno energia per il megaparco eolico da 24 megawatt della Wind Service. Il placet definitivo al progetto, osteggiato da ambientalisti e amministratori locali, è arrivato di soppiatto. Nascosto tra le righe di una sentenza del Tribunale civile di Lecce che ha confermato il sequestro d'urgenza di beni per 4 milioni e mezzo di euro disposto a febbraio nei confronti della Maestrale Green Energy, colosso delle rinnovabili reo di avere acquistato l'autorizzazione per realizzare l'impianto e di non averla mai pagata. A presentare il conto ci ha pensato proprio la Wind Service, società di Galatina assistita dagli avvocati Luigi e Pietro Quinto, che per anni ha combattuto la guerra degli aerogeneratori e, dopo aver ottenuto ragione in diversi gradi di giudizio, è rimasta senza autorizzazione e senza soldi. Almeno finora. Perché la sentenza del Tribunale leccese spariglia di nuovo le carte e, puntando il dito contro la Maestrale che pare avere ordito "una macchinazione ordita per boicottare la nascita del parco" mettendo in atto comportamenti "truffaldini" e "gravemente omissivi", rammenta che l'autorizzazione unica emessa dalla Regione è valida e in vigore. Ovvero che non esistono ostacoli alla costruzione delle torri eoliche. Un dispositivo salutato come la manna dal cielo dalla Wind Service e distrutto le illusioni di coloro che speravano che la retromarcia della MGE mettesse la parola fine all'incubo del parco sulla collina dei fanciulli. La storia, invece, nonostante anni di battaglie per fermare lo scempio, pare essere ancora all'inizio. Perché nelle more del giudizio di merito affidato al Tribunale di Lecce, la società di Galatina resta titolare del progetto e potrebbe scegliere di realizzarlo autonomamente o di affidarlo a terzi, vendendo nuovamente la tanto contestata autorizzazione regionale. Quella che ha concretizzato l'ennesimo pasticcio burocratico fatto a Bari sulle spalle del Salento. Quel provvedimento indispensabile per cambiare per sempre il volto a un angolo di paradiso tra Giuggianello, Minervino e Palmariggi, già salvato dal passaggio delle superstrade verso il Capo di Leuca e sfiorato dai parchi fotovoltaici che si ammassano nelle campagne. L'autorizzazione regionale fu, infatti, concessa e poi revocata, poi fu ritirata la revoca, di nuovo fu dichiarata la decadenza e infine la giustizia amministrativa mise fine al balletto di carta bollata. I ricorsi furono incrociati e unirono istanze e voci diverse. Ambientalisti e amministratori contro la Wind Service, società contro la Regione, poi Wind Service contro Maestrale. Lapidarie furono le parole del Consiglio di Stato che, nel 2011 mise la pietra tombale sulla possibilità di salvare dolmen e menhir, ritenendo che l'area non avesse le carte in regola per poter essere protetta. "A prescindere dal fatto che tali miti e leggende non risultano essere stati individuati da un provvedimento legislativo, non si vede come l'impianto degli aerogeneratori possa interferire su tale patrimonio culturale", è scritto nella sentenza che fece gridare allo scandalo, e legittimò il progetto. Oggi un nuovo via libera giunge da altri giudici: alle ninfe e ai fanciulli non resterà che svegliarsi e trovare un altro posto per il loro sonno eterno.
PUGLIA - Il parco eolico tra dolmen e menhir a rischio la Stonehenge del Salento
Il progetto di costruzione di un impianto eolico da 24 megawatt sulla collina dei Messapi a Giuggianello, in provincia di Lecce, è stato definitivamente approvato. La sentenza del Tribunale civile di Lecce conferma l'autorizzazione regionale emessa nel 2011 e permette alla Wind Service di realizzare il progetto. L'impianto sarà composto da 12 torri alte 100 metri che produrranno energia pulita. Il progetto era stato osteggiato da ambientalisti e amministratori locali, ma la sentenza del Tribunale ha confermato che l'autorizzazione regionale è valida e non esistono ostacoli alla costruzione. La Wind Service potrà quindi realizzare il progetto autonomamente o affidarlo a terzi.
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