Fallito (per il momento) il salvataggio dell'Arena del Sole l'assessore Ronchi si sfoga :«Siamo soli». Tutti nel mirino, dalle parti sociali alla Regione ma soprattutto le Fondazioni. «Non si possono spendere soldi in una mostra (quella di Vermeer) quando rischiano i pilastri della Cultura». Intanto si sfida la spending review e si va avanti sull'ipotesi di conversione del teatro in Fondazione. Il verdetto, però, solo a settembre. Si va dritti sull'ipotesi Fondazione, ma il nodo si scioglierà solo a settembre. L'assessore alla Cultura Alberto Ronchi striglia tutti «abbiamo lavorato in completa solitudine, la città non si rende conto dell'emergenza cui siamo di fronte» ma alla fine per salvare l'Arena del Sole punta ancora sulla conversione dello status giuridico da teatro stabile a Fondazione. Malgrado il decreto sulla spending review che ha già bloccato l'operazione. La decisione arriva in giornata dopo una seduta di giunta e serie di incontri con Legacoop (principale partner di Nuova Scena, la cooperativa che gestisce la sala di via Indipendenza da 18 anni) e i tecnici di Palazzo D'Accursio. «A bloccare tutto riassume l'assessore è stato il parere dei revisori dei conti che interpreta una serie di sentenze e pronunciamenti in un quadro di normative contradittorie. Ma abbiamo ragionato a lungo, e abbiamo buon motivo di credere, e di potere dimostrare che la creazione della Fondazione non rientra nelle azioni vietate dalla spending review». Tutto da rifare, dunque altri pareri da chiedere, altri iter burocratici da avviare ma con lo stesso obiettivo di un anno e mezzo fa. Intanto Ronchi, sulla scia dello sfogo del sindaco contro Fondazioni bancarie e imprese «disinteressate alla politica culturale cittadina», rincara la dose e spara a zero su tutti. Sulla Fondazione Carisbo che «non può credere che una grande mostra, seppur meritevole, possa sostituire il sostegno al teatro stabile della città». La mostra è quella che porterà per la prima volta sotto le Due Torri La ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer: «avete idea di quanto hanno speso?», sbotta. «Vista la crisi spiega tutti insieme dobbiamo decidere quali sono le priorità se no Bologna rischia di perdere pezzi fondamentali del suo sistema culturale. Invece si va avanti a spot e non si capisce la gravità dei problemi: questa è un emergenza, se mai dovesse chiudere l'Arena si creerebbe un effetto domino senza precedenti, e se uno continua a rivendicare le proprie scelte e qui la frecciatina è per il presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli deve prendersi le sue responsabilità». Risposta piccata anche al presidente di via Farini Leone Sibani che aveva ammesso di privilegiare le emergenze sociali. «Le emergenze sociali si prevengono si infuria Ronchi E non è forse emergenza sociale la seconda azienda culturale della città che rischia di lasciare a casa 55 lavoratori?». Tutti colpevoli di assoluta indifferenza: «parti sociali, sindacati, imprese, associazioni di categoria: sarebbe andata così per un'azienda metalmeccanica?». Ultima, e inedita, stoccata contro la Regione: «Ottimo rapporto con l'assessore Mezzetti, ma qui si parlava di fondere Arena e Ert per un teatro regionale. Mi sarei aspettato per lo meno più passione».
Bologna. Ronchi contro le Fondazioni: Troppi soldi per una mostra
Questo è il testo da riassumere.
Riassunto:
L'assessore alla Cultura Alberto Ronchi si sfoga per il fallito salvataggio dell'Arena del Sole, affermando che la città è solitaria e che tutti sono nel mirino, dalle parti sociali alla Regione e alle Fondazioni. Egli sostiene che non si possono spendere soldi in una mostra come quella di Vermeer quando rischiano i pilastri della Cultura. Intanto, si procede sull'ipotesi di conversione del teatro in Fondazione, ma il nodo si scioglierà solo a settembre. L'assessore striglia tutti, affermando di aver lavorato in completa solitudine e che la città non si rende conto dell'emergenza.
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