MANDURIA Dal ricco sottosuolo della città Messapica è venuta alla luce un'altra testimonianza dell'antico popolo vissuto tra il IV e il III secolo avanti Cristo. Una tomba a camera è stata scoperta ieri in via Fonte Pliniano a Manduria dove gli esperti della soprintendenza archeologica stanno recuperando il contenuto di un sepolcro parzialmente depredato di notevoli dimensioni: due metri e mezzo per uno e mezzo per due di profondità, seconda per misura tra i ritrovamenti del genere a Manduria. Gli specialisti dell'impresa «Gregorio Tarentini» con il coordinamento dell'archeologo della Sovrintendenza, Gianfranco Dimitri, hanno già repertato e messo al sicuro 17 anforette ed altri manufatti di una certa importanza, e almeno due scheletri adulti risalenti all'età Messapica. La tomba, emersa a seguito dei lavori di scavo dell'acquedotto a servizio di una vicina abitazione, presenta le pareti intonacate e affrescate di colore blu e azzurro. Tra gli oggetti scoperti sinora, anche un originalissimo «tintinnabolo» a forma di maialetto, caratteristico giocattolo in terracotta contenente all'interno una pallina di coccio così che muovendolo emette un suono particolare che divertiva i bimbi dell'epoca. In precedenza sempre in quella zona, altri scavi civili hanno portato alla luce i resti di una ricca abitazione e la tomba trovata iri potrebbe essere quella a servizio di quell'antica famiglia Messapica.