«Se Bergamo si candida a Capitale europea della Cultura per il 2019, deve farlo in modo serio. Senza commettere errori». Parola del regista Ermanno Olmi, che domenica scorsa, a Sotto il Monte, ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento che arricchisce il palmarès del Leone d'oro alla carriera, che è anche presidente onorario del Comitato per Bergamo 2019. Ed è in queste vesti che il regista è appena ritornato in città dove ha incontrato il sindaco Franco Tentorio, l'assessore alla Cultura Claudia Sartirani e Luigi Giuliano Ceccarelli, che fa parte del Team Progetto Bergamo 2019. A loro, Olmi ha spiegato quali sono, a suo parere, i tre ingredienti fondamentali per la candidatura: «Il progetto, il terreno e la tenuta delle fondamenta. Senza questi dice il regista non si fa nulla. Adesso bisogna fare la rilevazione del terreno sul quale si vuole costruire il primato di cultura della città di Bergamo. Quest'operazione è fondamentale, altrimenti rischiamo di avventurarci in un'impresa che anziché portare onore rischia di dare discredito, quanto meno per sprovvedutezza. Dobbiamo lavorare per trovare le premesse per qualsiasi tipo di costruzione». Per l'assessore Sartirani, quello con il regista è stato un «incontro interessante, utile per capire quali sono, secondo lui, gli aspetti da mettere a fuoco. Olmi ci ha fatto un discorso sulla terra, le zolle, l'ecologia e l'ambiente: vorrebbe che, in qualche modo, la candidatura fosse legata pure all'Expo 2015. Ora creeremo un documento che riassuma il suo contributo: sarà la base da cui partire nel prossimo incontro. Da qui ci muoveremo anche per suscitare dibattito, cercare di capire se la città è pronta e sentirne gli umori». Il presidente Olmi è convinto che Bergamo possa farcela. «Il progetto, il terreno e la tenuta delle fondamenta formano un'immagine iconografica, che deve poi confrontarsi con la realtà. Io credo dice Olmi che Bergamo abbia sia la carne sia il sangue per essere una capitale culturale. Però, se ci si imbarca in questo progetto ripete , non bisogna commettere errori». Uno sbaglio, secondo il regista, era ad esempio quello (poi corretto) di inserire Casa Suardi nell'elenco dei beni comunali alienabili. Lo scorso febbraio, durante la serata di festeggiamenti di un anno di attività del Corriere Bergamo, il maestro aveva chiesto al sindaco un passo indietro sulla vendita del palazzo, come condizione per poter accettare la proposta di diventare presidente onorario del progetto. «Sono molto contento dice ora Olmi che l'amministrazione abbia sospeso la vendita di Casa Suardi». Poi rilancia: «Sarebbe bello fare lì la sede operativa di Bergamo capitale della Cultura».