Come lo risolviamo, il conflitto di interessi deflagrato ad Asolo? Il braccio di ferro già raccontato ai nostri lettori tra la maggioranza leghista (sempre più risicata) e la minoranza di destra e di sinistra nel delizioso paese trevigiano va avanti. Di qua le opposizioni che chiedono l'abolizione del nuovo Pat che prevede la costruzione di 285 mila metri cubi di villini e condomini più 720 mila di capannoni (Pat concordato con dei costruttori in cambio di un'anticipazione sugli oneri di urbanizzazione) di là il sindaco Loredana Baldisser e la sua giunta che resistono, a costo di mandare a monte le riunioni del Consiglio facendo mancare il numero legale. Un esempio clamoroso delle contraddizioni denunciate in «Paesaggio, costituzione e cemento» da Salvatore Settis: «In questa cultura della crisi (ma anche dell'escamotage e del sotterfugio), ormai congenita e "giustificata" con il ricatto dell'efficientismo, gli introiti comunali da oneri di urbanizzazione hanno perso ogni rapporto con la propria origine e col proprio nome, e sono ormai di fatto assimilati a una qualsiasi imposta, multa o balzello, che i Comuni possono utilizzare nella spesa corrente per qualsiasi finalità, dallo stipendio dei dipendenti alle spese di rappresentanza». Tema: se certi golpe urbanistici possono essere sventati in luoghi come Asolo, amatissima da Caterina Cornaro ed Eleonora Duse, Paolo Monelli e Indro Montanelli per non dire di tanti viaggiatori e poeti stranieri come Robert Browning, cosa succederà senza l'Imu in paesi e contrade meno famosi nel mondo? Sia chiaro: il governo può benissimo cancellare l'Imu e forse, almeno per le categorie più deboli, è una scelta giusta e condivisa. Ma cancellarla per fare «un figurone» con gli elettori scaricando senza alternative tutti i problemi sui Comuni, tra l'altro stretti nella tenaglia del patto di stabilità, sarebbe una decisione scellerata. Ha ragione Flavio Tosi. Che ha paventato il rischio di dover tagliare servizi essenziali per i cittadini e a Radio 24 ha spiegato che «non bisogna affrontare la cosa demagogicamente ma con praticità. La sospensione della rata impedisce ai comuni di incassare una tassa fondamentale per far andare avanti la macchina ed è una cosa pericolosissima. Bisogna trovare la copertura per non mettere i comuni in ginocchio. Senza però mettere altre tasse, perché sarebbe ridicolo togliere da una parte e prendere dall'altra, inoltre è improbabile che vengano praticati nel giro di un mese tagli alla spesa dello Stato così importanti. E quindi alla fine per trovare una quadra faranno debito, il che non è forse la soluzione migliore». Parole d'oro. Bacchettate da Giovanni Sallusti, su «lintraprendente.it» col titolo «Se di colpo a Tosi piacciono le tasse» ma condivise da migliaia di sindaci di destra, di centro e di sinistra. Moltissimi dei quali hanno già tagliato tutto ma proprio tutto ciò che si poteva tagliare. Cosa che a Roma i governi e le maggioranze di sinistra e di destra si sono ben guardati dal fare