Sarsina. In via IV Novembre completato il restauro di quanto rinvenuto nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009 Ci sono grande fognatura, pavimentazioni, resti di imponente struttura Area archeologica di via IV novembre: domenica prossima (ore 17) l'attesa inaugurazione. Sono terminati i lavori di musealizzazione dei reperti archeologici rinvenuti duranti gli scavi effettuati nella zona degli ex orti, sui quali in tempi recenti è stata edificata la struttura comunale che ospita esposizioni d'arte, convegni, e l'ufficio turistico. Un altro pezzo di storia sarsinate torna alla luce dunque, soprattutto viene resa visibile e fruibile, in modo permanente, a tutti. L'intera area archeologica, infatti, fino ad ora era rimasta 'relegata' sotto a un pavimento di vetro e ricoperta da teloni bianchi per mancanza di fondi. L'intervento di restauro ha previsto la pulitura e la rimessa in luce delle strutture rinvenute nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009, ed è stato ripreso grazie all'iniziativa del Lions Club Valle del Savio in occasione del proprio quarantennale (e a cui hanno contribuito il Lions Club "Terni San Valentino", gemellato con il club "Valle del Savio", la Banca di Credito Cooperativo di Sarsina, la Società Gas Rimini per un importo di circa 32.000 euro).E' stata riportata alla luce una sequenza stratigrafica di notevole interesse che, si legge in una nota della Soprintendenza, «ha consentito di acquisire una serie di nuovi dati circa l'aspetto e l'evoluzione di questa zona dall'età romana tardo repubblicana (I sec. a.C.) fino al XVI secolo». Tra i rinvenimenti più interessanti sono da annoverare una grande fognatura, che rappresenta la più antica testimonianza di età romana venuta in luce nello scavo, (databile tra la fine del I sec. a.C. e l'inizio del I d.C.), strutture e pavimentazioni (in cocciopesto e mosaico) di età imperiale, resti di un'imponente struttura realizzata in blocchi di calcare (età medievale).«I dati venuti in luce con questo scavo permettono di formulare alcune ipotesi interpretative sulle possenti murature ritrovate. Per la stretta vicinanza, la similarità costruttiva e la datazione, trovano un motivo della propria esistenza proprio in relazione alla presenza del battistero (struttura semicircolare in vicolo Aurigemma) e della vicina Cattedrale, e inducono a interpretarle come la testimonianza di un grande muro di confine e recinzione che abbracciava questi due edifici. Questi elementi convergono a definire quest'area come un vero e proprio "quartiere episcopale"». Domenica alle 17 è previsto il saluto dell'amministrazione comunale. A seguire interverrà Chiara Guarnieri della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, cui è stata affidata la direzione scientifica dello scavo archeologico effettuato da Phoenix Archeologia Srl.Michela Mosconi