«Non siamo inadempienti. Fu il Comune ad autorizzare il cantiere prima dell'ok della Soprintendenza» ORBETELLO «Lavori alla torre dell'orologio avviati senza nullaosta della Soprintendenza di Siena». Questo quanto dichiara il titolare della ditta Corema di Pisa, Giuseppe Donnaloia, il quale sapute le intenzioni del Comune di Orbetello di chiudere il contratto per le opere di restauro conservativo del palazzo del governatore dice la sua sulla vicenda che lo vede protagonista con la sua impresa. Donnaloia cita uno scambio di email tra Comune e Soprintendenza, la quale, contattata da lui stesso in data del 28 settembre 2012 - e successivamente dal responsabile delle opere incaricato dal Comune -avrebbe preso atto proprio dalla ditta, l'11 ottobre dello stesso anno, che stavano per iniziare i lavori di completamento del restauro. Il soprintendente e il funzionario, da quel momento, sarebbero dunque rimasti in attesa di ricevere il progetto dettagliato per la necessaria approvazione e per poter esercitare la vigilanza per quanto loro competenza. Permessi giunti a pochi giorni di distanza, il 29 ottobre, quando l'ente lagunare acconsentiva al trasferimento dei beni artistici (il busto del Garibaldi e i bronzi custoditi nei locali comunali) e affidava il restyling dei monumenti alla Corema, che avrebbe poi dovuto prendere i necessari accordi con gli uffici preposti alla custodia per effettuare il suddetto trasferimento. «Peccato che la data del nullaosta da parte della Soprintendenza aggiunge il restauratore - sia successiva alla scadenza del cantiere per i beni artistici mobili, mentre da Siena il cantiere era stato sospeso per i beni immobili architettonici. Mi stanno accusando di inadempienza al contratto, ma dalle carte gli inadempienti sembrano loro e non la mia ditta». Proprio su quest'ultimo argomento l'imprenditore sembra voler portare avanti la sua causa: «Non vorrei arrivare a un confronto giudiziario, ma essere pagato per i lavori eseguiti. Ho consultato il mio legale per tutelarmi e portato tutta la vicenda all'attenzione dell'autorità di vigilanza dei lavori pubblici per fare chiarezza». Tra le criticità nei rapporti tra pubblico e privato ci sono anche altre questioni: «La normativa recita che qualsiasi variante da parte del Comune deve essere discussa e approvata dall'azienda esecutrice. Come possono credere dal palazzo municipale che io apporti modifiche alla torre senza un progetto in mano? Nonostante i nostri solleciti, non siamo mai riusciti a prendere visione di questa variante». I dubbi di Donnaloia riguardano anche la cifra complessiva dell'opera, 170 mila euro alla data della firma del contratto. «Essendo stato liquidato solo per il primo stato di avanzamento con 30 mila euro, non so quanto mi sarebbe spettato. Ho accettato il primo stralcio di pagamento con riserva». Con una punta di rammarico, il titolare conclude: «Hanno aspettato i tempi tecnici per decretare l'abbandono del cantiere, quando nel dicembre 2012 a colloquio con il sindaco ci è stato detto con toni rassicuranti: "Cerchiamo di farci meno male possibile a vicenda". Da quel giorno, però, non hanno più risposto alle nostre chiamate».
ORBETELLO - Lavori alla torre, la ditta "cacciata" insorge
Il titolare della ditta Corema, Giuseppe Donnaloia, afferma di non essere inadempiente nei confronti del Comune di Orbetello. Secondo Donnaloia, il Comune avrebbe autorizzato il cantiere prima dell'ok della Soprintendenza ORBETELLO. L'azienda ha iniziato i lavori di restauro conservativo del palazzo del governatore senza nullaosta della Soprintendenza. Donnaloia cita uno scambio di email tra Comune e Soprintendenza, in cui la Soprintendenza avrebbe preso atto dei lavori iniziati e sarebbe rimasta in attesa di ricevere il progetto dettagliato per l'approvazione.
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