Il leader nazionale: assurda fuga della Regione CASERTA Il Governo compri la Reggia di Carditello; l'acquedotto carolino sia rimesso in sesto e recuperato alle sue funzioni anche con acqua potabile; Palazzo Reale sia restituito ad una gestione attenta e decorosa e diventi sede di eventi internazionali del Consiglio dei Ministri; il Belvedere di San Leucio sia inserito, quale raro prezioso esempio di archeologia industriale, in un progetto di recupero e rilancio che non si fermi ai percorsi enogastronomici pensati dall'amministrazione. Ma, soprattutto, la creazione di un organismo unico di gestione, dotato di ampia autonomia, che persegua la realizzazione del circuito del sito Unesco. Sono le proposte lanciate da Italia Nostra ieri a Caserta, alla presenza della responsabile provinciale Maria Carmela Caiola e del presidente nazionale Marco Parini che, tra le ricchezze Unesco di Terra di Lavoro, ha trascorso l'intera giornata di domenica. Prima a Carditello, «anche se solo dall'esterno, perché il giudice non ci ha concesso l'ingresso», spiega Caiola, poi il Belvedere di San Leucio E l'acquedotto Carolino, infine una lunga passeggiata tra gli appartamenti ed il Parco della Reggia. «E' folle pensare di non conservare come merita tutto questo patrimonio», dice Parini commentando la sua visita. A cominciare proprio dall'acquedotto: «Questa colossale opera ingegneristica è giusto che sia rimessa in funzione», sottolinea. Maria Carmela Caiola poi ricorda che «già esiste uno studio di fattibilità per il suo recupero in cui è prevista anche la potabilizzazione dell'acqua. Tra l'altro, a fronte di 27 milioni di euro di spesa iniziale, con l'utilizzo dell'acquedotto se ne incasserebbero 15 l'anno». Quanto alla Reggia di Carditello, l'idea è chiara: «Il Governo - dice il presidente nazionale - deve farsene carico acquistandola, noi chiederemo subito un decreto legge. Potrebbe essere acquistata esercitando il diritto di prelazione o, se non ci fossero acquirenti, partecipando direttamente al bando». Attacca l'ex assessora provinciale: «E' assurdo che la Regione non abbia trovato i 9 milioni di euro per comprare Carditello ma spenda ogni anno 70 milioni per un consiglio assolutamente improduttivo». Sulla Reggia, le lagnanze sono quelle di sempre, dalla «zingara che prevede il futuro» alle transenne che ne coprono ancora la facciata esterna in un'immagine «sconfortante». Parini evoca la sua passeggiata, racconta e ancora scuote il capo: «Si rende necessario rivedere tutta la gestione. Quelle erbacce sui muri, le piante di fico nate tra un piano e l'altro e lasciate lì, sono il segno chiaro di una disattenzione che non è tollerabile. E poi i servizi all'utenza, un book shop così piccolo, poco fornito, la ristorazione, tutto va ripensato guardando ai grandi musei europei, perché la Reggia è uno dei grandi musei europei». Proprio per questo «il Governo deve farne immagine nazionale e pensare di ospitare qui, come successe in passato, grandi eventi internazionali del Consiglio dei ministri». Ma ce n'è anche per il Comune: «Troppo facile fare le pulci alla Soprintendenza e non fare la propria parte: il sindaco si preoccupi anche delle strade, che sembrano un campo di golf. Dove devono passare i turisti», aggiunge la referente locale di Italia Nostra. Infine il Belvedere: «Abbiamo già perso la produzione storica dei setifici. Non è pensabile - dice Caiola - che il primo a cui viene in mente una cosa ne cambi la destinazione. Non ci si può distaccare dalla fondamentale funzione museale ma anche il Real sito va ripensato in un unicum che tenga dentro tutto il sito Unesco».