Altri 30 milioni di progetti congelati. Tra cui 5 milioni che riguardano i Servizi sociali per servizi come l'assistenza per gli anziani. Congelata anche per la Cultura. Ridotti i contributi a Scala, Piccolo e Triennale. Cancellati per ora gli eventi di Capodanno. Ma all'appello mancano ancora 240 milioni. Pressing sul governo sul patto di stabilità.ù Trenta milioni di progetti congelati. Tra cui parte dei contributi alla Scala (460 mila euro su 6 milioni di euro), Piccolo e Triennale, oltre a una riduzione dell'assistenza domiciliare agli anziani e dei sussidi per gli adulti in difficoltà pari a 5 milioni di euro. Spariscono per il momento anche gli eventi di Capodanno, l'apertura straordinaria delle biblioteche in estate, i musei gratis durante le ferie, Verdestate e alcune attività sportive. In compenso arrivano inaspettatamente 27 milioni di euro: 12 dalla Cosap, 4 dall'avanzo di amministrazione precedente e 11 dagli accantonamenti di una causa degli anni scorsi. Ma nonostante i nuovi «congelamenti» e le nuove entrate il bilancio preventivo 2013 accusa ancora un disavanzo di 240 milioni di euro. «Abbiamo ridotto il disavanzo dai 437 milioni previsti inizialmente attacca l'assessore Francesca Balzani a 240. È un risultato molto positivo ma non ulteriormente migliorabile attraverso altri tagli o correzioni. Venerdì porterò il bilancio in giunta. Ma la quadratura dei conti non è affatto scontata». A meno che non si usino tutte le leve fiscali a disposizione del Comune. E che dal governo non arrivino risposte indifferibili sul destino dell'Imu e sulla deroga al patto di stabilità: non solo sulle opere di Expo, ma anche su tutte le realizzazioni che riguardano la città in vista dell'evento del 2015. Oggi la Balzani incontrerà a Roma i viceministri all'Economia, Luigi Casero e Stefano Fassina. Giovedì il sindaco Giuliano Pisapia si vedrà con il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni e il responsabile degli Affari europei, Enzo Moavero (per parlare del caso Sea Handling). Venerdì, la Balzani porterà sul tavolo della giunta tutti gli scenari possibili: dall'aumento dell'Irpef all'aliquota massima dello 0,8 per cento, all'aumento dell'aliquota Imu sulla prima casa allo 0,6 per cento, al rincaro delle tariffe comunali (tra cui compare anche l'aumento del biglietto ordinario, anche se sicuramente non verrà ritoccato, mentre si sta pensando a un ritocco degli abbonamenti mensili). L'intera operazione dovrebbe portare nelle casse di Palazzo Marino la cifra mancante: 110 milioni dall'Irpef, 110 dall'Imu e 20 dall'aumento delle tariffe. «Ma le leve fiscali continua la Balzani sono delicatissime. Sarà necessario costruire un piccolo mosaico e fare un'operazione più equa possibile». Ci sono altri due scenari da tenere in considerazione: il recupero della morosità nelle case popolari, pari a 28 milioni di euro e la questione di Equitalia che a fine giugno concluderà il suo mandato. «Partiremo subito con il recupero della morosità corrente, attacca l'assessore alla Casa, Daniela Benelli sul fronte delle morosità pregresse dovranno essere verificate le posizioni e pianificati piani di rientro rateizzati, anche a lungo termine. Per far ciò proporrò di costituire presso Aler un'apposita task force». Va all'attacco l'opposizione: «Pisapia non si può permettere di usare le fasce deboli della società come scudi umani della battaglia con Roma: annunciare tagli ai servizi sociali per convincere il Governo ad aprire i cordoni della borsa», attacca il capogruppo leghista Alessandro Morelli. Alan Rizzi (Pdl) si dice «preoccupato» dai tagli sulla «carne viva dei milanesi», Riccardo De Corato cita la decisione del sindaco di Roma Gianni Alemanno di «togliere l'Imu sulla prima casa al 36 delle famiglie. Questo è il modo diverso di governare, cercando di togliere le tasse, come fa Alemanno, e non di aumentarle come fa Pisapia».