Ho letto con attenzione l'articolo, "Galan alla Cultura: aiuto!" pubblicato l'11 maggio 2013 a pag. 22 del suo giornale e vorrei avere la possibilità di arricchire un racconto, mi permetta, molto parziale. In soli 8 mesi da Ministro dei Beni Culturali, l'on. Galan ha raggiunto obiettivi rilevanti. Mi limito a citare alcuni esempi: il reintegro del FUS (149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 alla tutela del patrimonio culturale e 7 agli istituti culturali) grazie al quale il Ministero ha potuto assegnare 53,7 milioni di euro per il restauro di 92 monumenti, aree archeologiche e musei; è stata garantita la salvaguardia delle norme su Pompei e le relative assunzioni di personale, oltre allo sblocco di 104 milioni di fondi europei; ha presentato il disegno di legge delega per il contrasto dei reati nei confronti del patrimonio culturale che introduce il delitto di "danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici"; ha creato le condizioni per la realizzazione di misure dirette a prevedere la defiscalizzazione per i privati e gli imprenditori che intendono investire una parte del loro patrimonio per il recupero dei beni artistici; inoltre, ha impugnato il "Piano Casa della Regione Lazio" e durante il suo mandato da Ministro, per la prima volta in 20 anni, non vi è stato alcun taglio alle risorse del Mibac. Di tutto questo non ho trovato neanche una riga nell'articolo. Non intendo minimamente sminuire la vicenda ma ribadire che Giancarlo Galan non ha nominato Massimo Marino De Caro come Direttore della biblioteca dei Girolamini, né avrebbe potuto farlo visto che è una nomina che esula dalle competenze del Ministro dei Beni Culturali. Ma ho rilevato una strana contraddizione nel pezzo: nel sommario, bene in evidenza in pagina, viene erroneamente scritto che la nomina a direttore l'avrebbe fatta Giancarlo Galan, mentre nel testo si dice il "corretto" contrario. Inoltre, il Presidente Galan si è scusato più e più volte, chiarendo in ogni sede la sua posizione e la sua estraneità a questa nomina. Francesca Chiocchetti Portavoce on.le Galan Galan dimentica che appena prima di diventare ministro, egli votò il megataglio che sotto il suo predecessore Bondi dimezzò il bilancio del Mibac, riducendolo al coma attuale. Se poi Galan è in vena di numeri, perché non racconta quelli della cementificazione del Veneto durante la sua presidenza quindicennale? Solo tra 2001 e 2006 sono state costruite case per 788.000 persone (contro una crescita di 248.000). E solo nel 2002 furono costruiti 38 milioni di metri cubi di capannoni, uccidendo il paesaggio delle Ville Venete. Quanto ai Girolamini, il Mibac di Galan dette (e in giornata) il nulla-osta alla nomina di De Caro. Anche per questo l'Associazione Italiana Biblioteche ha deprecato l'elezione di Galan, ricordando che le sue scelte hanno "prodotto uno degli episodi più gravi di spoliazione del patrimonio librario mai accaduti in Italia". Tomaso Montanari È vero, al testo dell'articolo non corrisponde un sommario corretto. È stato sbagliato attribuire a Galan in modo diretto la nomina di De Caro. Di questo ci scusiamo.
DIRITTO DI REPLICA Gli obiettivi raggiunti dell'onorevole Galan
L'articolo di giornale descrive gli obiettivi raggiunti dall'onorevole Galan nel ruolo di Ministro dei Beni Culturali. In soli 8 mesi, ha raggiunto obiettivi rilevanti, come il reintegro del FUS, la salvaguardia delle norme su Pompei e lo sblocco di fondi europei. Ha anche presentato un disegno di legge delega per il contrasto dei reati nei confronti del patrimonio culturale. Inoltre, ha creato le condizioni per la defiscalizzazione per i privati e gli imprenditori che intendono investire nel recupero dei beni artistici.
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