"L'ostinato e immotivato silenzio della Provincia e del Comune continua a segnare gli eventi legati al nuovo ponte: ciò contrasta con le promesse elettorali di dialogo, partecipazione e trasparenza, fatte dai nostri amministratori. Noi tutti siamo favorevoli ad un nuovo ponte, e le istituzioni devono ai cittadini risposte documentate. Cerchiamo le istituzioni, senza attaccare chi non la pensa come noi, ma ci rispondono alcuni comitati, attaccandoci. Una interessante concomitanza". E' con queste parole, e non senza polemica, che il comitato Pro Ponte in giusto loco torna a chiedere chiarezza alle istituzioni e punta il dito contro il fatto che manca lo studio di fattibilità. Non solo: è stata trasmessa alla Provincia la richiesta di procedere in autotutela: ovvero, bloccare il progetto per evitare - sostengono i cittadini - anche i danni erariali. "Il comitato - prosegue la nota -, nella sua faticosa e meticolosa attività quotidiana a difesa di diritti e di interessi diffusi, ha evidenziato alcune discrepanze in merito all'iter procedurale con cui, per obbligo di legge, si può decidere di fare e di programmare una nuova opera pubblica. Per i motivi comprovati e noti, come l'elevato rischio idraulico conclamato di una estesa zona densamente abitata, la nostra azione civile e democratica, volta ad evitare l'attuale collocazione del Nuovo Ponte, cioè sulla via di Camaiore, non si ferma alla mera comunicazione. In data 9 Maggio 2013 abbiamo inviato tramite Pec al recapito della Provincia, e per conoscenza al Tar Toscana, la richiesta di attivazione dell'esercizio obbligatorio dell'autotutela: così come prevede la legge. Un modo civile e amichevole per dire che i nostri amministratori hanno commesso errori di cui non si sono avveduti, che hanno determinato una programmazione tecnico-economica in grado anche di determinare danni erariali, a causa del lievitare dei costi di un'opera per cui la programmazione non è stata eseguita". Per i membri del comitato gli "errori sono svariati". Al primo posto c'è "l'assenza dello studio di fattibilità per il nuovo ponte: strumento obbligatorio per legge - sottolinea il comitato -, per assumere decisioni di investimento da parte delle amministrazioni pubbliche, atto cogente ai fini dell'inserimento nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici. Perché è così importante questo studio? Perché con esso si devono prevedere tutte le soluzioni alternative, meno costose, meno impattanti, più efficaci per l'utilità pubblica dell'opera, che comporti il minor rischio idraulico e sia più funzionale: senza preconcetti, senza visioni aprioristiche. E' la prova provata, la garanzia, che un nuovo ponte deve essere fatto necessariamente in un punto piuttosto che in un altro. Se non c'è non si possono decidere gli investimenti e non si può dare luogo a Bandi per idee e al progetto preliminare per idee che non si hanno. Lo scopo della nostra azione? Il Nuovo Ospedale non ci ha insegnato nulla? Vogliamo tutelare e difendere il territorio lucchese, i diritti diffusi, i soldi pubblici, la sicurezza delle persone, garantendo una reale e giusta soluzione ai problemi del traffico, volta a migliorare la qualità di vita di tutti. Vogliamo collaborare con le amministrazioni - aggiungono i membri del comitato - per prevenire e scongiurare probabili errori macroscopici, di risalto rilevante per il territorio lucchese, eventualmente viziati da procedure decisionali e amministrative, assunte in buona fede ma non conformi alle norme. L'assenza dello studio di fattibilità, la presenza dei pareri dell'Autorità di Bacino, di Soprintendenza, l'assenza del parere da parte dell'Ufficio Provinciale per la Difesa del Suolo, sono elementi che non possono essere ignorati da alcuna Amministrazione in relazione al fatto che la localizzazione del Nuovo Ponte debba essere obbligatoriamente sulla via di Camaiore, alla confluenza con la Freddana e dello scolmatore, andando ad interessare sull'altra sponda edifici che probabilmente dovranno essere abbattuti ed anzi evidenziano tutte le criticità e la validità delle nostre preoccupazioni. Ribadiamo che non ci interessano le chiacchiere generiche, né le polemiche, né rispondere alle sterili provocazioni. Chi ci attacca si basa solo su valutazioni, legittime, ma al momento prive di dimostrazione ufficiale, di cui chiediamo conto. Le carte che abbiamo sono pubbliche e ufficiali. Non sono interpretabili strumentalmente e faziosamente. Non è la battaglia per l'orticello, chi non lo vuol capire, nonostante le nostre spiegazioni documentate e tecniche, ci può omaggiare ancora di essere una controparte legittima, a cui amichevolmente teniamo con rispetto ed interesse, ma che comunque non fa altro che sostenerci involontariamente. Noi vogliamo unire e costruire soluzioni per tutti i lucchesi. Gli attacchi, le valutazioni, le interpretazioni, legittime, libere e strumentali volte a gettare ombre e discredito verso la nostra azione ci fanno sorridere e ci rafforzano. Più si parla del Comitato Pro Ponte in giusto loco più si raddoppia l'effetto del nostro messaggio chiaro e non fraintendibile. Infatti gli aderenti e i simpatizzanti alla nostra azione sono ogni giorno in costante aumento. Cerchiamo l'interlocuzione di quei soggetti istituzionali che tanta partecipazione hanno vantato e che ora, a precise domande, non rispondono, per ottenere quelle informazioni che ci spettano. Vogliamo un dialogo costruttivo, rispettoso, pacifico e scevro da eventuali sinergiche e dissimulate strumentalizzazioni politiche. Smentiteci, ma non basta dire che abbiamo torto: va dimostrato documentandolo".