FABBRICA DI POLTRONE. Il ministero dell'ambiente in Italia ha una storia molto stravagante. E' Bettino Craxi che lo istituisce, ma non perché abbia mai patito per la condizione verde: ha solo la necessità di creare una poltrona per il Partito liberale che entra nella sua squadra di governo. E il primo ministro, quando il dicastero è quello dell'Ecologia, porta il nome di Alfredo Biondi, la stessa persona (e non l'unica) che emigrerà con molta naturalezza in Forza Italia. Una storia da libro italico di quegli anni tutti da bere. Un ministero creato a tavolino, scorporato da quello Beni culturali, nato anche per una necessità numerica la volontà del Caf (l'asse Craxi, Andreotti e Forlani) per sorreggere la prima presidenza del consiglio al Partito socialista. Biondi non brilla come ministro. E soprattutto i liberali hanno una necessità continua di distribuire poltrone: dopo Biondi la reggenza tocca a Valerio Zanone, massone e numero uno del partito. Quando il primo agosto del 1986 il ministero dell'Ecologia diventa ministero dell'Ambiente, tocca a Francesco De Lorenzo, liberale anche lui, negli anni a seguire potentissimo ministro della sanità. Dura appena un anno e Craxi, nell'aprile dell'anno successivo non ha più i numeri e nel governo tornato nella Democrazia cristiana e affidato per la quarta volta nella storia ad Amintore Fanfani va all'indipendente Mario Pavan. Fanfani è una scelta di transizione. Tra il 1987 il 1992 si susseguono quattro governi (Goria, De Mita, Andreotti VI e Andreotti VII) e l'Ambiente resta sempre nelle mani del socialista Giorgio Ruffolo. Nel periodo tangentopoli arriva il primo ministro Verde ed è Carlo Ripa di Meana che poi passa il testimone a un giovanissimo Francesco Rutelli. Gli anni più recenti, invece, vedono l'allargamento dei poteri del ministero (delega anche sui porti) e la fa da padrone Altero Matteoli.
MINISTERO DELL'AMBIENTE. LA STORIA Un dicastero creato a tavolino per sorreggere il governo Craxi
Il ministero dell'Ambiente in Italia è stato istituito da Bettino Craxi nel 1977, con l'obiettivo di creare una poltrona per il Partito liberale. Il primo ministro, Alfredo Biondi, non ha brillato come ministro. Il ministero è stato scorporato da quello dei Beni culturali e ha subito diverse trasformazioni, con ministri come Valerio Zanone, Francesco De Lorenzo e Giorgio Ruffolo. Nel periodo della Tangentopoli, il ministero è stato guidato da Carlo Ripa di Meana e Francesco Rutelli. Negli anni recenti, il ministero ha acquisito poteri più ampi, con la delega sui porti, e è stato guidato da Altero Matteoli.
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