Il profilo di Angelino Alfano e quello delle colline toscane. Il ministro dell'Interno che manifesta contro i magistrati a sostegno dei condannati e le coste della Liguria e della Sardegna. Che cos'hanno in comune queste immagini? Sono tutte paesaggio italiano. Sono l'orizzonte che ci troviamo davanti. L'ambiente è scomparso dai programmi politici. Nessuno si faceva illusioni sul centrodestra dei condoni. Ma anche il centrosinistra - ormai alleato, non avversario - ha dimenticato questa parola che pure sta a cuore ai suoi elettori. L'ha ignorata di fatto nella sua azione di governo, a Palazzo Chigi come in molti comuni che amministra. "Bisogna occuparsi dell'economia", dicono. Come se l'ambiente fosse una fisima per intellettuali con il nasino all'insù. E intanto gli amici degli amici si riempiono le tasche devastando il paesaggio. Magari gli stessi imprenditori che foraggiano i politici chiamati ad amministrare e tutelare il territorio. Che mistificazione! Che tradimento! L'ambiente - visto che di questi tempi i calcoli economici sono gli unici che paiono avere valore - è la nostra principale industria. Il turismo vale quasi il 15 del pil e dà più lavoro e ricchezza del mattone e delle autostrade. L'ambiente è qualità della vita, soprattutto per i più deboli, gli anziani e i bambini. Vivere in un luogo integro significa benessere interiore. Significa, perché no?, avere pensieri migliori. Ma l'ambiente - cioè anche l'aria che respiriamo, l'acqua e il cibo che ci nutrono - è anche quantità di vita. Campare meglio e di più. Come ci ha mostrato drammaticamente la vicenda Ilva (con i signori delle acciaierie che finanziavano sia destra che sinistra). Ecco il nodo della questione. Ambiente naturale e civile sono strettamente legati. Di più, sono la stessa cosa. Il degrado dell'uno provoca quello dell'altro. Il territorio è diventato la zona grigia, opaca, dove gli interessi pubblici vengono mercanteggiati per favorire quelli individuali. Dei signori del mattone, delle autostrade, dell'acciaio. E pure dei partiti. Ma la responsabilità è anche di noi cittadini che abbiamo svenduto la nostra terra, la nostra identità per quattro soldi. Scriveva Guido Piovene nel suo "Viaggio in Italia": "Quelle speculazioni edilizie nate per mancanza d'affetto". Già, ci è mancato l'amore per il nostro Paese. Abbiamo voluto ignorare che l'ambiente italiano non è fatto soltanto di colline, montagne e città: il paesaggio siamo anche noi, con i compromessi e i tradimenti di governo, con i leader corrotti, con gli evasori. Allora, difendere l'ambiente significa proteggere noi stessi. Per dirla con Peppino Impastato: "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà".
EDITORIALE - Mani di cemento sull'ambiente Il nostro paesaggio è anche Angelino
Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha espresso la sua opposizione ai magistrati che sostengono i condannati. Tuttavia, il tema dell'ambiente è stato dimenticato dai politici di entrambe le correnti. L'ambiente è una delle principali industrie del paese, con il turismo che vale quasi il 15% del PIL e dà lavoro e ricchezza. L'ambiente è anche qualità della vita e quantità di vita, e il suo degrado provoca quello civile. Il territorio è diventato una zona grigia dove gli interessi pubblici vengono mercanteggiati per favorire quelli individuali. I cittadini hanno svenduto la loro terra e la loro identità per quattro soldi.
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