La replica del soprintendente dopo le accuse del sindaco VERONA «L'Arena è bene comune, al pari del Colosseo. Monumenti che non si possono considerare solo dei veronesi o dei romani, certo non dei pochi e talora incongrui richiedenti. Tosi dovrebbe imparare a pensare in termini di Stato, tanto più che ora ha una prospettiva di carriera politica a livello nazionale. Davanti a beni preziosi come questi non si può ragionare solo in termini di consenso locale». Con queste parole ritorna sull'argomento dell'uso dell'Arena, spesso spinoso, il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè. Lo sfogo accorato arriva dopo l'ultimo commento del sindaco Tosi nei suoi confronti, decisamente poco gradito, con cui, senza mezzi termini, l'aveva invitato a «usare il buon senso» e a «non agire da mero burocrate». La querelle si era aperta pochi giorni fa, quando il Comune aveva ricevuto dalla Soprintendenza il divieto a ospitare nell'anfiteatro romano due manifestazioni: la Veronamarathon del 6 ottobre e la Festa della Fede organizzata dal Centro Pastorale Giovanile per il 12 e 13 ottobre. Appuntamento quest'ultimo che dava già per scontata (si veda il sito www.festadellafede.it) la location, già autorizzata dal Comune ancora diversi mesi fa. Poi la doccia fredda da parte della Soprintendenza che ha lasciato di stucco don Daniele Granuzzo del Cpg che aveva definito la situazione «davvero grave e incomprensibile, dato che la Festa della Fede comprende musica e recitazione». «Entrambi gli eventi - aveva spiegato Tinè sulle pagine del Corriere di Verona - non rientrano nella convenzione firmata da Comune e Soprintendenza per l'uso dell'Arena che esclude espressamente eventi sportivi e riguarda solo spettacoli, non congressi, eventi eucaristici o di natura privata». Disponibile a riparlarne in caso di natura diversa degli appuntamenti, Tinè aveva ancora aggiunto: «L'uso dell'Arena è legato alla sua funzione storica di monumento nato per ospitare spettacoli, e, come bene culturale vincolato dallo Stato, soggiace a regole dello Stato e non comunali». Ora Tinè, che ha spiegato come ci siano molti progetti in corso sulla valorizzazione museale veronese ai quali i due enti stanno lavorando insieme, non ci sta a farsi bollare da burocrate: «Tosi deve fare il buon amministratore e non il politico del momento. E sono sicuro che può riuscirci avendo a cuore il bene comune e non solo quello delle casse o il consenso immediato. Visto che si permette di darmi consigli, mi sento autorizzato a fare altrettanto, nella piena consapevolezza dei rispettivi ruoli. E visto che ci chiede continuamente di collaborare, mi aspetto da lui che faccia altrettanto».