Maria Letizia Panajotti Italia Nostra - Padova Il complesso monumentale dell'ex Foro Boario in Prato della Valle, costruito nel 1913 su progetto dell'ing. Alessandro Peretti, fu uno dei più moderni nel suo genere, con tutti i servizi veterinari, la banca, gli uffici telegrafico e postale, la sala di trascrizione e lettura e la ristorazione. Accolto con generale favore in città, come testimoniano le cronache dell'epoca, è ancora oggi considerato dalla critica «uno dei migliori esempi dell'architettura padovana di primo '900». La sezione di Padova di Italia Nostra ha presentato ricorso al T.A.R. contro il progetto definitivo di recupero funzionale del Fronte dell'ex Foro Boario e contro la realizzazione di un parcheggio in superficie per 40 autobus, progetto approvato dalla Giunta Comunale di Padova il 15 marzo 2011, in quanto tale progetto disattende le prescrizioni di tutela gravanti sul manufatto e sull'area. In primo luogo su tutta l'area è presente un vincolo «indiretto» a tutela del Prato della Valle e della basilica di Santa Giustina, che prevede il divieto di eseguire opere che possano danneggiare «la luce e la prospettiva, o comunque possano alterare le condizioni di ambiente e di decoro» dei monumenti citati. Il progetto definitivo approvato dalla Giunta prevede: il tamponamento con vetrate di tutti i 4 loggiati; l'ampliamento e la trasformazione in porte di ingresso alle attività commerciali di quasi tutte le finestre del piano terra, anche di quelle nei loggiati, per consentire l'accesso alle previste nuove attività commerciali; la realizzazione di nuovi corpi dietro ai due volumi laterali che, raddoppiandone lo spessore e sovrastandoli, ne snaturano completamene forma e significato; la realizzazione sulle terrazze di passaggi vetrati di collegamento fra i corpi principali che attraversano anche il vuoto del corpo di ingresso. Risulta a tutti evidente che la progettata chiusura dei loggiati comporta la cancellazione di uno dei principali elementi qualificanti del Monumento, ossia la permeabilità e percorribilità fisica (oltre che visiva) fra il Prato della Valle e l'area del ex Foro Boario, e che le modifichealterazioni all'Avancorpo, palesemente estranee al concetto stesso di «restauro», ne stravolgono completamente l'immagine tradizionale «nota ai cittadini». Per quanto riguarda Piazza Rabin, per la quale il progetto approvato conferma la presenza di un parcheggio per 40 pullman in superficie, il futuro non appare molto dissimile dalla squallida situazione attuale, solo forse peggiorata dalla presenza delle torrette di aerazione e di ogni altro elemento necessario al funzionamento del parcheggio interrato destinato alle auto. Siamo in presenza di un progetto certamente molto distante dalla auspicata «riqualificazione fisica e funzionale dell'intero Sistema del Prato della Valle» auspicata dal P.R.G. vigente, e infine lo stombinamento dell'Alicorno appare elemento strumentale finalizzato al rispetto formale delle norme. A nostro avviso il fronte del Foro Boario, dopo essere stato sottoposto a interventi di manutenzione straordinaria (con l'eliminazione di tutte le inferriate, per riproporre l'immagine originale), dovrebbe essere destinato ad usi civici, e l'area di piazza Rabin dovrebbe essere interessata da un ben più stimolante progetto di riqualificazione paesaggistica.