Così i pionieri della fotografia immortalavano Amalfi e dintorni La costiera amalfitana in formato cartolina o fotografia tra Otto e Novecento. A raccontare questa storia è il libro dal titolo "Immagini e memoria. Costa d'Amalfi 1852-1962", a cura di Maurizio Apicella (edizioni Costa d'Amalfi). Uno studio nato dalla passione dell'autore, che in più di venti anni ha raccolto e collezionato migliaia di fotografie originali e cartoline d'epoca e che ha anche creato un archivio - "Amalfi Coast Archives" - che a breve verrà digitalizzato. Le foto Così in più di 300 pagine corredate da 400 illustrazioni si percorre un viaggio alla scoperta di panorami, piazze, strade, monumenti, momenti di vita urbana tra Cava dei Tirreni, Salerno, Paestum, Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi, Ravello, Scala, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Positano, catturati da alcuni pionieri dell'arte fotografica, a cavallo di due secoli, per il nascente turismo di massa. Nel libro anche un testo di Enrico Sturani, considerato il "ministro italiano per le cartoline", secondo la definizione del "Neudin", prestigioso annuario internazionale di collezionismo. L'obiettivo fotografico scopre la costa d'Amalfi nel 1852, anche perché il raggiungerla non era proprio cosa da poco - via terra o via mare - visto l'attrezzatura ingombrante e delicata da trasportare. I primi a raffigurarla, i francesi Paul Jeuffrain e Firmin Eugène Le Dien, seguiti da alcuni dei maggiori protagonisti del primo periodo della storia della fotografia in Italia, come Giorgio Sommer e Robert Rive che a partire dai primi anni Sessanta dell'Ottocento, iniziarono a coprire con le loro campagne fotografiche quelli che risultavano essere i luoghi più importanti, anche e soprattutto dal punto di vista turistico. In "Immagini e memoria. Costa d'Amalfi 1852-1962" oltre a ritrovare alcune vedute simbolo della costiera, raffigurate già da pittori ed incisori del Grand Tour nei secoli precedenti, come quella del monaco sulla terrazza ad Amalfi, che poi diventerà l'Hotel dei Cappuccini, si vedono panorami che non ci sono più, come nel caso della foto di Giorgio Sommer del 1885 circa, "2042 Strada da Sorrento ad Amalfi Positano", con una veduta di Positano da via Santa Croce con gli scogli "Mamma e Figlio" sotto la torre di Clavel, andati parzialmente distrutti da un siluro lanciato da un sommergibile inglese il 2 febbraio 1943. Ma ci sono anche scatti che documentano antichi mestieri, feste religiose, parate militari, che tendono a descrivere le scene di vita quotidiana di allora. Il volume racconta anche la storia delle diverse tecniche fotografiche - dalla calotipia, alle vedute stereoscopiche antenate del 3D di oggi, alla stampa all'albumina o alla gelatina d'argento - che ad un certo punto cedono il passo alla cartolina illustrata, "che interpreta e potenzia - scrive Apicella - la natura della fotografia e che rappresenta per quest'ultima ciò che i dischi sono per la musica", diventando rapidamente il nuovo e ambito souvenir di viaggio del Novecento. (11 maggio 2013)