La polemica Il Comune ha sottoscritto un protocollo con la prefettura per evitare iniziative politiche in alcune zone della città PRIMA firma un protocollo d'intesa poi, subito dopo lo sconfessa. La vicenda della chiusura della campagna elettorale di Gianni Alemanno, annunciata per il 24 maggio sotto al Colosseo, davanti all'Arco di Costantino, si arricchisce di un nuovo particolare. Mentre la Soprintendenza e il Mibac (da cui dipende la tutela sull'Anfiteatro Flavio) tacciono in attesa di una richiesta ufficiale da parte del sindaco, spunta un "disciplinare", una sorta di patto sottoscritto in prefettura lo scorso 9 maggio da questura, carabinieri, guardia di Finanza, Roma capitale e da tutte le forze politiche impegnate per le Comunali del 26 e 27 maggio. Il documento, consultabile sul sito della Prefettura di Roma, contiene una serie di regole che riguardano le affissioni, la propaganda elettorale «luminosa o figurativa », il divieto di diffusione dei sondaggi (disciplinato comunque da una legge dello Stato) e, soprattutto «l'uso delle piazze nei comizi relativamente alla città di Roma». Il testo, di 9 pagine, in un paragrafo recita così: «Gli intervenuti concordano di non richiedere per i comizi le seguenti piazze: piazza del Campidoglio, piazza di Spagna, piazza Mignanelli, piazza del Viminale, piazza Venezia, piazza Navona, piazza del Quirinale, piazza Barberini, piazza Colonna, piazza San Lorenzo in Lucina, piazza Montecitorio, piazza del Parlamento, piazza dei Cinquecento, piazza Augusto Imperatore, piazzale di Porta Pia, piazza Ungheria, piazza del Portico d'Ottavia, piazza Fontanella Borghese e Colosseo ». Peccato che, appena 24 ore dopo la firma di questo protocollo, il sindaco abbia annunciato la chiusura della campagna elettorale insieme a Silvio Berlusconi proprio davanti all'Arco di Costantino, giusto sotto il Colosseo. Esattamente come fece nel 2008, forzando il vincolo di tutela che sussiste su quell'area. E mentre due ex assessori alla Cultura, Silvio Di Francia e Umberto Croppi, un tempo su fronti opposti e oggi alleati di Ignazio Marino, attaccano il sindaco che «ha scelto quell'area perché lì si possono mascherare i numeri», il candidato del centrosinistra attacca frontalmente Alemanno: «Chiedo al prefetto di esercitare la sua alta sorveglianza sulla propaganda elettorale e di rammentare al sindaco che la piazza del Colosseo è vietata ai comizi elettorali». (m.fv.)
ROMA - Alemanno e la manifestazione sotto al Colosseo "Proprio il sindaco ha messo il divieto su quella piazza"
Il Comune di Roma ha sottoscritto un protocollo con la prefettura per evitare iniziative politiche in alcune zone della città. Il protocollo, firmato il 9 maggio, contiene regole per le affissioni, la propaganda elettorale e l'uso delle piazze. Il testo del protocollo elenca 16 piazze vietate ai comizi elettorali, tra cui la piazza del Colosseo. Tuttavia, il 23 maggio, il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato la chiusura della campagna elettorale proprio davanti all'Arco di Costantino, sotto al Colosseo, violando il vincolo di tutela sull'area. Il sindaco è stato criticato da due ex assessori alla Cultura, che attaccano il suo comportamento.
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