LE SFIDE. Il presidente della commissione Cultura alla Camera parla dell'Arena mentre è lotta tra Comune e Soprintendenza Galan: «Va sfatato il pregiudizio che con l'arte non si mangia. Valorizziamo il nostro patrimonio» Giancarlo Galan, neopresidente della commissione cultura della Camera, è stato anche ministro dei Beni Culturali Largo a privati per gestire la lirica in Arena. «Con questi contratti e a certe condizioni lo Stato non può reggere con 16 fondazioni, anche se Verona rientra con Milano, Venezia, Firenze, fra quelle più forti. È l'ora dell'apporto privato. Pensando a Verona, sarò contento quando vedrò imprenditori come Bauli, Rana, Bolla, Veronesi e tanti altri investire in cultura, ad esempio nella Fondazione Arena, per poi gestirla. Tutto questo con la totale considerazione per il valido lavoro svolto dal soprintendente Girondini, con cui anzi ho un ottimo rapporto». Ha un occhio di riguardo al Veneto Giancarlo Galan, padovano, 56 anni, del Pdl, per 15 anni presidente della Regione, ex ministro dei Beni culturali, nell'intraprendere il nuovo incarico di presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati. E lo fa in un momento di apice della crisi economica e di fronte a un presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, del Pd, che nel discorso per chiedere la fiducia al Parlamento ha detto che per la cultura le risorse non abbondano. COSÌ, MENTRE INFURIA il braccio di ferro fra Comune di Verona e Soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto che ha stoppato due manifestazioni in Arena (Festa della fede e VeronaMarathon) giudicandole troppo impattanti, e mentre si discute delle destinazioni dei musei e della loro gestione, Galan non le manda a dire. «In Italia c'è chi continua a pensare che con la cultura non si mangi», spiega Galan, al telefono, «ed è incredibile se si guarda a cosa ha il nostro Paese come beni artistici, storici e monumentali. In tutte le città e anche nei piccoli centri. Da record. Certo, è vero che mantenerli e valorizzarli costa, ma bisogna finalmente sfatare un vecchio pregiudizio». Quale? «Che i privati non possano entrare nella gestione dei beni culturali. Invece non solo è possibile, e basta guardare agli Stati Uniti d'America, ma è inevitabile. Se un imprenditore come Della Valle, per fare un nome, prendesse in carico la gestione dell'area archeologica di Pompei, avremmo trenta milioni l'anno di incasso, tali da finanziare tanti altri restauri e attività. Per non parlare dell'indotto». Del resto, ricorda Galan, «il Veneto non avrebbe quella rete di ospedali di eccellenza che ha se nel corso degli ultimi decenni non si fosse fatto ricorso anche ai privati. Nella cultura bisogna fare altrettanto». Resta da capire come sia possibile attuare queste linee e come il presidente della commissione Cultura della Camera si attiverà fin da subito nella direzione da lui indicata. «Intanto poniamo dei paletti: io dico che la tutela dei momunenti deve restare in capo allo Stato e quindi il ruolo dei Soprintendenti va rivalutato», puntualizza Galan, «ma la gestione può lasciare ampio spazio ai privati». TORNANDO ALLA LIRICA, che interessa tanto Verona, il Fondo unico statale per lo spettacolo tendenzialmente cala. «Quand'ero ministro della Cultura e avevo Tremonti al Tesoro ero riuscito a ottenere che la cultura, e quindi anche il Fus, non si tagliasse. Ribadisco questo principio. Poi bisogna dare incentivi fiscali a imprenditori che vogliono finanziarla. Penso alla lirica, al teatro, all'arte, ai musei, ma anche ai possessori di ville venete, che devono sostenere spese ingenti per mantenere il loro patrimonio e invece quasi sono puniti per possederlo». Favorevole Galan a far pagare le visitare alle chiese? «In generale, basta ingressi omaggio. Bene le scolaresche, gli anziani, ma non si può arrivare all'80 per cento di omaggi. Non è sostenibile», conclude Galan, che allarga l'orizzonte: «Soprattutto in questo momento sociale e politico, penso che la cultura abbiano un forte valore unificante, per il Paese. Per questo guai a tagliare risorse pubbliche».
GALAN : Largo a privati per gestire la lirica
Il presidente della commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan, sostiene che la cultura non è un'attività che non si mangi e che è necessario valorizzare il patrimonio culturale italiano. Galan, che è anche ex ministro dei Beni culturali, sostiene che la gestione dei beni culturali può essere affidata anche ai privati, come ad esempio la Fondazione Arena a Verona, e che questo può portare a un aumento delle risorse per la cultura. Galan critica il braccio di ferro tra Comune di Verona e Soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto che ha stoppato due manifestazioni in Arena e sostiene che la tutela dei monumenti deve restare in capo allo Stato, ma che la gestione può lasciare spazio ai privati.
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