Sei monumenti in attesa di sponsor. Sei gioielli di San Miniato che aspettano un "mecenate" disposto a farsi carico del restauro e della manutenzione. Si va dai busti di sanminiatesi illustri agli affreschi del '400, dalle lapidi alla sistemazione della Loggetta del Fondo. Sono le opere che il Comune mette a disposizione di privati e aziende di buona volontà con la formula della sponsorizzazione. Un elenco di nove opere, oggi ridotto a sei, dato che tre di queste sono già state adottate: la statua di Leopoldo II in piazza Buonaparte, restaurata dalla Fondazione Carismi, l'edicola del Riposo recuperata dell'impresa edile Piero Benvenuti di Isola e di recente il busto dell'ex statua di Maria Maddalena d'Austria ripulito dalla ditta Pertici Imbiancature di San Miniato. Adesso il Comune spera di affidare gli altri monumenti: in alcuni casi basta un piccolo intervento di pulitura e sistemazione, per altri, invece, lo sforzo richiesto è decisamente più gravoso. I busti. Al primo punto ci sono i busti di marmo e bronzo dedicati al ricordo di personaggi legati a San Miniato, a cominciare dal filosofo e pedagogista Augusto Conti, sulla facciata del palazzo comunale, che necessita di una pulizia generale e di un consolidamento. Intervento analogo per il busto bronzeo del Carducci nei giardini alle spalle dello Chalet, e per quello del musicista sanminiatese Angiolo Del Bravo, che attendono un po' di pulizia, con la sistemazione e pitturazione dei basamenti. Il Canto della Rocca. Fra le opere in cerca di un mecenate c'è anche la lapide alla base della Rocca, con i versi del XIII Canto dell'Inferno dedicati all'incontro con Pier delle Vigne, che secondo la tradizione sarebbe stato imprigionato e accecato proprio all'interno della rocca di San Miniato. I versi avrebbero bisogno di essere recuperati nel colore, ripulendo la lapide dalle tante scritte senza senso cancellate solo in parte. Gli affreschi ritrovati. Il progetto più ambizioso è quello relativo agli affreschi ritrovati nelle volte all'ingresso della scuola media. Una decorazione di simboli e stemmi datati al '400, quando l'edificio ospitava la loggia di Giustizia, poi inglobata nel Convento della Trinità. Una parte dei disegni furono riportati alla luce dalla Soprintendenza nel 1997, ma l'estensione totale è stimata in almeno 70 metri quadri. «Gli affreschi sono rovinati dalle punzecchiature fatte per stendere l'intonaco che li aveva ricoperti spiega l'assessore ai Lavori pubblici Mariateresa Piampiani . In questo caso serve un intervento di alta specializzazione. La Soprintendenza ha stilato da tempo una relazione con tutte le indicazioni per intervenire». Chiudere la loggetta. Discorso a parte per la Loggetta del Fondo, con l'amministrazione decisa a mettere in campo un progetto di riqualificazione complessiva. Recuperata dopo il rogo appiccato ad ottobre, la Loggetta ospita da pochi giorni i nuovi arredi. Ma l'obiettivo dice Piampiani è quello di «riordinare completamente quello spazio. Oltre al restauro pittorico l'intenzione è quella di chiudere la loggetta con delle vetrate e sorvegliarla con una telecamera».