SANTA MARIA A MONTE Centinaia di scheletri e ossa, dall'VII al XIV secolo, e decine di conchiglie, tipo capasanta, come segno del pellegrinaggio a Compostela. Sono i tesori restituiti dagli scavi all'interno del Parco archeologico di Santa Maria a Monte, che sarà inaugurato il 18 maggio. «Grazie agli scavi di Renato Guerrucci e Lorenzo Bacci, sono stati rinvenuti centinaia di scheletri e ossa, di ambedue i sessi, dall'VIII al XIV secolo». A rivelare l'importante scoperta è il saggista Luca Nannipieri, di concerto con il Comune di Santa Maria a Monte e sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana. Che aggiunge: «L'accumulo di ossa, compattate in un esiguo spazio di terreno, è determinato dal fatto che il campanile dell'antica pieve, costruito tra il 1189 e il 1200, di cui restano tracce degli absidi tuttora nel Parco, fu trasformato in una torre della rocca. Per costruire tale rocca furono dunque intaccate le molte tombe lì giacenti. I resti umani furono accumulati lì dove sono stati trovati». Insieme ai corpi sono state scoperte anche conchiglie, di tipo capasanta, che sono un chiaro segno del pellegrinaggio a Santiago de Compostela in Spagna, in devozione alle reliquie di San Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli di Gesù. «Se questi reperti religiosi vengono aggiunti alla serie di quasi quaranta medaglie in bronzo, ritrovate nei pressi del Parco archeologico dice Nannipieri , le più antiche delle quali sono databili al '500, raffiguranti in gran parte la Madonna di Loreto,utilizzate in ambito funerario sul corpo del defunto». Il saggista arriva a una conclusione: «Santa Maria a Monte era uno dei luoghi fulcro dove il culto cristiano era molto forte e il pellegrinaggio a Loreto o a Compostela un'usanza molto diffusa nonostante la lontananza dei luoghi di preghiera». I molti rinvenimenti a richiamo religioso, conclude Luca Nannipieri sono una sorta di fideale filo che «ci fa riscoprire un'identità del passato della Valdera che sopravvive ancora sottotraccia ed è testimoniata, da Santa Maria a Monte agli altri comuni limitrofi, dall'abbondante repertorio di raffigurazioni cristiane, tabernacoli, lunette, nicchie, sacelli, che punteggiano il territorio valderese».