SONO aumentati i furti di opere d'arte in Piemonte nel 2012: la regione si colloca al 5 posto in Italia (al 1 c'è il Lazio), una posizione in più rispetto all'anno prima. La città più colpita è Torino, seguita da Cuneo: spariscono soprattutto quadri e sculture di pittori piemontesi dell'800 dalle case e arredi sacri e pale d'altare - anche se un po' meno di un tempo - dalle chiese. L'arte contemporanea è terreno invece per lo più per falsificazioni e contraffazioni. È cresciuto anche il numero di denunce, perquisizioni e sequestri di falsi. Ma soprattutto si fanno più controlli, che funzionano da deterrente: motivo per cui lo scorso anno le sanzioni amministrative si sono quasi dimezzate. Sonoi dati principali per il 2012 contenuti nella relazione del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Torino, competente per Piemonte e Valle d'Aosta. Il capitano Guido Barbieri, alla guida dal 2008 della struttura con sede in via XX Settembre, nell'ex palazzina Spalla - di fronte al Museo di Antichità, nel cuore dunque del futuro Polo Reale - li ha anticipati a margine della presentazione la scorsa settimana del recupero, in una casa d'aste in Germania, di undici pagine miniate da manoscritti del XV secolo - tra cui il Messale e Breviario di Ludovico da Romagnano - trafugati nel 1990 dall'Archivio arcivescovile di Torino. L'ultimo successo in ordine di tempo per i carabinieri specializzati in beni culturali - dieci le persone che ne fanno parte qui, mentre sono 280 in tutta Italia -, che segue ritrovamenti anche assai più eclatanti. Tralasciando l'ormai archiviato affaire della Palazzina di caccia di Stupinigi - da cui nel 2004 erano spariti cassettoni, scrivanie e ribaltine dei maggiori ebanisti della corte sabauda, da Piffetti a Prinotto e Bonzanigo, poi ritrovati - tra i fatti recenti c'è la scoperta che alle pareti della casa dell'inconsapevole ex campione della Juventus Roberto Bettega stava appreso "Le nu au Bouquet" di Marc Chagall (più di un milione di dollari il valore), in realtà rubato una decina di anni fa dallo yacht del magnate statunitense Edward Cantor e sostituito con un clamoroso falso. E' di questi giorni inoltre la richiesta di pena per personaggi cittadini vicini all'arte coinvolti tra il 2002 e il 2005 nel furto di 12 tele di paesaggisti dell'800, fra cui Fontanesi e Delleani, ai danni di un anziano nobiluomo torinese, con la complicità, secondo la migliore tradizione del genere, del maggiordomo di casa. Un genere che attira scrittori di gialli e registi, da ultimo Giuseppe Tornatore, che in "La migliore offerta" ha raccontato il raggiro alle spalle di Virgin OldmanGeoffrey Rush, misantropo battitore d'aste e collezionista, cui viene sottratta la smisurata raccolta di ritratti femminili. Dalla finzione alla realtà. «Noi non siamo storici dell'arte, bensì operatori di Polizia giudiziaria, investigatori per le opere d'arte: rincorriamoi ladrie cerchiamo di recuperare il bottino - dice il capitano Barbieri. - Per le competenze artistiche, collaboriamo con la Direzione regionale dei beni culturali e con le Soprintendenze. Infatti, pure dipendendo dal Ministero dell'Interno, siamo inseriti come funzioni nel Mibac, di cui siamo il braccio armato per l'aggressione al patrimonio». Molto è cambiato nel settore, anche perché si eseguono controlli a 360: «Facciamo un monitoraggio costante del territorio, analizzando le criticità.E interveniamo presso gallerie, case d'asta, fiere di antiquariato e mercatini. I maggiori controlli, su licenze e tracciabilità delle operazioni di compravendita, portano a smascherare casi di ricettazione e obbligano i titolari di attività a tenere le loro carte più in ordine». Anche perché le sanzioni sono alte: 300 euro almeno se si riscontrano irregolarità nei registri, alcune migliaia se manca la licenza. «Nel 2012 le sanzioni sono diminuite del 37 rispetto al 2011: per la crisi economica, che ha portato alla chiusura di diversi esercizi commerciali, ma anche perché i controlli serrati fanno paura, si preferisce mettersi in regola». E l'arte contemporanea, che vanta a Torino un primato in quanto a raccolte? «Guardi, i grossi collezionisti sono meno a rischio degli altri, perché spesso conservano pezzi di valore, notificati e certificati, in banche e caveau. Le opere recenti, più che rubate, vengono contraffatte e falsificate. Un esempio per tutti è l'artista Ugo Nespolo, di cui giravano a un certo punto opere che lui non ha riconosciute come sue: infatti erano falsi che abbiamo smascherato» continua Barbieri. Forse in segno di ringraziamento, alla parete dell'ufficio del comandante è appeso un dipinto dello stesso Nespolo, variopinto omaggio all'Arma. Poi ci sono i siti archeologici, sorvegliati dall'alto dagli apparecchi del Nucleo elicotteri di Volpiano, e i musei. Per la cui sicurezza i padroni di casa del Ministero si rivolgono proprio ai carabinieri. «Al capitano Barbieri e ai suoi uomini chiediamo suggerimenti per accorgimenti tecnici mirati alla protezione, è successo anche per il Museo Egizio - dice il direttore regionale dei Beni culturali Mario Turetta. - Possiamo dire che, aiutati anche dalle tecnologie, oggi siamo abbastanza tranquilli: il furto della Gioconda forse non sarebbe più possibile. Né il Piemonte è terra di tombaroli: non abbiamo Pompei e nemmeno necropoli etrusche». Tutte le opere rubate, da collezioni pubbliche e private, sono inserite nella "banca dati dei Beni culturali illecitamente sottratti" (uno dei più completi al mondo) del CTP, fornite di schede per il loro riconoscimento: «Non smettiamo mai di cercare - conclude Barbieri. - Anche per questo chiediamo a chi ha subito un furto di venirci incontro, inserendo sul sito www.carabinieri.it i dati tecnici del bene sparito».