Carofiglio: "Non si attraggono visitatori senza un assessorato alla cultura". Paparesta: "La mappa dei monumenti su smartphone" CHI abita a Bari Vecchia quando si sveglia e scende in strada sa che almeno un turista smarrito gli chiederà in tutte le lingue del mondo: "Scusi, per la basilica di San Nicola?". Perché sia che ci si trovi davanti alla cattedrale, sia che ci si trovi davanti alla basilica, nessuna inristico dicazione guiderà il passo pur nella breve distanza. Ammesso di trovarla, poi, la basilica può anche essere chiusa per pranzo. Con grande disappunto dei croceristi di passaggio. L'assessore al Marketing Territoriale del Comune di Bari, Gianluca Paparesta, al lavoro per le iniziative del-l'estate, riconosce l'esistenza di un problema indicazioni e s'impegna a ovviare "a una mancanza avvertita soprattutto dai turisti di passaggio", annunciando l'arrivo di applicazioni per smartphone e percorsi georeferenziati. "Ma c'è un problema più complesso - riconosce il sociologo Leonardo Palmisano. Bari si dichiara città a vocazione turistica ma dà l'impressione di voler soddisfare più la domanda interna che quella esterna. San Nicola è un'occasione di straordinaria destagionalizzazione del turismo, ma anche il centro storico visibile e quello sotterraneo lo sono. Non si può proporre un percorso unico nella visita a Bari Vecchia, i sedimenti sono tanti, c'è la Bari bizantina, medievale, rinascimentale e con guide che devono essere preparate, il vecchietto folklore va anche bene ma non a turisti tedeschi o ungheresi molto informati sulla nostra storia. Le Soprintendenze vogliono prendersi delle responsabilità?". Immagina un Castello Svevo come "un hub turistico vicino al porto". E proprio il Castello è una delle spine nel fianco di Doriana Cisonno dell'associazione "Bari Sotterranea". "Paghiamo tasse per l'apertura straordinaria e trovarlo aperto è complicato. Non è facile lavorare così, abbiamo dovuto abbassare i prezzi e manca la concertazione, un tavolo intorno al quale sederci tutti perché Bari è bellissima e quando giriamo per i suoi sotterranei con gli archeologi contempliamo la città florida che è stata e che potrebbe tornare, con poco, a essere". Alessandro De Luisi con un gruppo di giovani archeologi, storici dell'arte e attori a fine 2011 ha creato PugliArte, specializzata nei giri culturali di Bari Vecchia: "La nostra impressione è che alberghi, ristoranti, negozi, non abbiamo ancora bene inteso il messaggio, restano chiusi e vedi turisti di pomeriggio vagare senza meta. Poi, non si fa rete tra operatori culturali, agenzie di viaggio e tour operator". Una guida della città fatta di luoghi letterari la offre, infine, l'ultimo numero della rivista "Ulisse" e le tappe vengono dai racconti di Gianrico Carofiglio scrittore con lo sguardo e il centro narrativo a Bari: "Mi capita spesso di raccogliere commenti di visitatori sorpresi di scoprire una città così bella, piena di cose da vedere ma il punto è che a mostrarle loro deve essere qualcuno del posto oppure niente e questo è piuttosto bizzarro. Abbiamo difficoltà a mettere in moto un potenziale, manca una la consapevolezza delle nostre possibilità e la fragilità della politica culturale ha un suo peso: Bari ha un assessore al Marketing territoriale, ma non un assessore alla Cultura. Anche questo è bizzarro. Si trascura un'azione - quella delle politiche culturali - fondamentale per la consapevolezza, per il senso di identità di una collettività territoriale". E, continua: "in città manca un vero luogo per esposizioni, un contenitore con una vocazione non solo a far vedere ma anche ad attivare il dialogo, lo scambio delle idee. Ci sono città che anche con poco attivano meccanismi che poi le pongono al centro delle discussioni e le rendono mete. Quando si parla del turismo pugliese, i più intendono il Salento. A Bari c'è una ricchezza che non viene fatta percepire. Obiettivamente c'è un problema".
BARI - Improvvisazione e poco spazio all'arte "Così la città dimentica i suoi turisti"
L'assessore al Marketing Territoriale del Comune di Bari, Gianluca Paparesta, ha annunciato l'arrivo di applicazioni per smartphone e percorsi georeferenziati per aiutare i turisti a trovare le indicazioni per i monumenti della città. Tuttavia, il sociologo Leonardo Palmisano sostiene che Bari ha un problema più complesso, ovvero la mancanza di una politica culturale chiara e una consapevolezza delle proprie possibilità. Anche l'associazione "Bari Sotterranea" lamenta la mancanza di una concertazione tra le Soprintendenze e gli operatori culturali.
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