Abusi edilizi? Ora basta una foto per scoprire gli edifici in regola NAPOLI Mentre il presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma presenta con i colleghi del Pdl la proposta di legge per riaprire in Campania i termini per la presentazione delle domande del condono del 2003, l'assessore regionale Marcello Taglialatela, assicura che la Regione è pronta a identificare gli immobili abusivi costruiti entro il 2003, che, ricorrendo le condizioni, potrebbero essere condonati, e quelli realizzati dopo quella data e dunque fuori dalla possibile sanatoria. Una questione non di poco conto. A parte i pregiudizi di tipo ideologico, infatti, la principale perplessità sulla riapertura dell'ultimo condono riguarda appunto la possibilità di riconoscere i manufatti realizzati prima del 2004 e quelli realizzati successivamente. La prova definitiva e inconfutabile arriva dalle fotografie aeree: confrontando quelle scattate nel 2004 con quelle realizzate negli anni successivi si possono determinare con precisione i manufatti che già c'erano e quelli che si sono aggiunti. Una linea di demarcazione netta che non lascia spazio per i furbi. Dall'analisi delle due foto scattate a Nord di Napoli nel 2004 e nel 2011, pubblicate sopra, si evincono chiaramente i mutamenti avvenuti in sette anni in una determinata porzione di territorio. Al centro delle immagini, per esempio, non sfugge la realizzazione di numerose abitazioni in un'area che nel 2004 era del tutto sgombra da edifici. Ipotizzando che uno o più degli edifici in questione siano abusivi, certamente si dovrebbe concludere che non sono sanabili. I preziosi documenti fotografici, aggiornati in continuazione, sono custoditi nel Sistema informativo territoriale (Sit) presso l'assessorato all'Urbanistica della Regione. «Se a livello nazionale ribadisce Taglialatela venisse decisa la riapertura dei termini dell'ultimo condono, noi potremmo garantire immediatamente il controllo del territorio. Dico questo affinché non si possano più accampare scuse per non riconoscere ai cittadini campani gli stessi diritti di quelli delle altre regioni». L'opportunità di riaprire i termini si è infatti ipotizzata dopo la cancellazione da parte della Corte costituzionale del divieto di applicare in Campania il condono del 2003 sancito da una legge voluta dall'allora governatore Antonio Bassolino e approvata dalla maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale. In presenza del divieto, molti cittadini, pur interessati alla sanatoria, non hanno presentato le domande. La proposta di legge di Palma si concretizza in un unico articolo che, tuttavia, non si limita a fissare al 31 dicembre 2013 il nuovo termine per la presentazione delle domande, ma anche ad ampliare le possibilità di sanare gli abusi commessi. Se il testo venisse approvato, infatti, sarebbe possibile condonare anche fabbricati non residenziali. In più il condono sarebbe applicabile anche a immobili sottoposti a vincolo, se l'autorità preposta alla vigilanza sul vincolo stesso concedesse il nulla osta. Un passaggio importante riguarda anche la sospensione dei procedimenti esecutivi in corso (abbattimenti), anche in forza di sentenze definitive, al momento della presentazione della domanda. Sulla spinosa questione (degli abbattimenti) Taglialatela approfitta per ribadire la sua convinzione. «Non possiamo afferma che sposare la linea delle Procure, anche se penso che occorrerebbe effettuare una valutazione del tipo di abuso e non solo seguire l'ordine cronologico determinato dalle sentenze definitive». Accade infatti che, su suggerimento di alcuni legali, alcuni abusivisti concludano il proprio procedimento con il patteggiamento; paradossalmente chi ha scelto una strategia dilatoria si trova, per il momento, fuori dagli elenchi degli abbattimenti. La proposta Palma suscita la dura reazione del Presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci. «A volte ritornano», commenta l'esponente del Pd. «Dopo 17 tentativi di sanatoria edilizia portati avanti dal centrodestra nell'ultima legislatura, il Pdl con Nitto Palma torna a chiedere la riapertura dei termini dell'ultimo condono edilizio, a suo tempo voluto da Berlusconi. Un favore all'illegalità e all'ecomafia». Feroci critiche anche da parte di Legambiente nazionale. In Campania, il presidente regionale Michele Buonomo ricorda che «dietro un condono, dietro il ciclo del cemento si nasconde un ciclo integrato di economia criminale che ha determinato e continua a determinare il saccheggio del territorio».