Daniele Brocchi Segretario Assoturismo di Roma e Lazio Passeggiando per i luoghi più belli del mondo ovvero quelli di Roma, ci si accorge di quanto siano degradati. Dal Colosseo ai Fori imperiali, a Porta Maggiore e Ostia antica. I turisti se da una parte sono attratti da questa decadenza di un tempo che fu, dall'altra si chiedono come sia possibile una cosa simile. In un'era di crisi globale e disoccupazione alle stelle cosa ci sarebbe di meglio che far ripartire i luoghi della cultura con le nostre risorse? Invece centinaia di curriculum vanno sprecati e gli aspiranti lavoratori della "storia" sono messi da parte. La politica deve urgentemente tornare a occuparsi del patrimonio pubblico perché è in forte pericolo. Serve una governance e una linea precisa su come valorizzare e assumere personale in tutti i comparti della cultura. Non è più possibile far gestire musei e aree archeologiche a pochissime società che spesso sono bracci armati della politica e servono a accontentare le grandi famiglie di elettori. Il territorio va valorizzato iniziando dai singoli individui specializzati fino a arrivare a nuclei di persone costituite in società o associazioni. E' ora di riformare anche l'obsoleta Soprintendenza di Stato, di cui oggi non sappiamo più la funzione. Questa lobby statale a numero chiuso di fatto impedisce la cultura e taglia le gambe a persone specializzate che continuamente si sentono dire no, questo non si può fare. Il sito del Mibac è costato non so quanti milioni ed è inutile. Storici, storici dell'arte, archeologi, specialisti in beni culturali, restauratori, non trovano spazi nella macchina storico - monumentale romana e italiana. Lo Stato e le soprintendenze si lamentano che questo accade perché non ci sono soldi, ma è una bugia, il problema è la macchina amministrativa e i piccoli feudi da mantenere. Ecco le nostre proposte: 1) Non servono finanziamenti pubblici per la gestione dei beni culturali. Potrebbero essere gestiti all'inizio gratis e una volta poi passati a regime, si potrebbero trovare forme di auto sussistenza sia per il bene stesso che per quello del lavoratore con percentuali ragionate devolute allo Stato. 2) Conversione di monumenti abbandonati e in disuso in vere officine della cultura per artisti, attori, registi, sia in forma gratuita che a costi irrisori. 3)Riforma urgente delle Soprintendenze statali e Regionali. Poteri specifici, più risorse di personale, semplificazione amministrativa, una governance unitaria. 4) Abbattimento delle barriere architettoniche e maggiore decoro, maggiore accessibilità e fruibilità dei beni. Riqualificazione di siti abbandonati. 5) Promo commercializzazione a carico dei gestori, bisogna vendere come prodotti le aree di interesse culturale. Il turista non viene se non lo si chiama. 6) Trasporti e collegamenti. Senza questi il patrimonio non è raggiungibile. Maggiore segnaletica, minore informazione cartacea ma più web.