Chiusura al Colosseo con Berlusconi, ma manca l'autorizzazione Le preoccupazioni di Beppe Grillo per un verso, quelle del Mibac per un altro. Nel giorno in cui Gianni Alemanno presenta il suo programma (16 capitoli, 111 pagine, obiettivo «portare Roma fuori dalla crisi») sono le «chiusure» della campagna elettorale a fare notizia. Specie quella del Pdl, col sindaco e Silvio Berlusconi, stesso luogo del 2008: sotto l'arco di Costantino, al Colosseo. Area vincolata dove, secondo i dettami della Soprintendenza ai Beni archeologici non si possono svolgere manifestazioni politicosindacali. Il centrodestra, però, come accaduto cinque anni fa e più recentemente per la manifestazione pro-Marò, sta pensando di montare un nuovo palco davanti al monumento. Il tutto proprio nell'anno in cui l'imperatore romano è al centro delle celebrazioni per l'anniversario dell'editto del 313. Al Collegio Romano si trincerano dietro un «no comment». Ma la vicenda del palco di Alemanno non piace alla soprintendente Mariarosaria Barbera che più volte si è scontrata col Campidoglio e neppure al neo ministro Massimo Bray. Soprattutto perché, finora, al Mibac non è arrivata nessuna richiesta di autorizzazione dal Pdl: chiederla, infatti, significherebbe incassare quasi sicuramente un «no». Il sindaco dopo l'incontro con le associazioni femminili, organizzato dalla moglie Isabella Rauti pensa al programma. Dentro c'è di tutto: tre commissioni (nomine, semplificazione e lavori pubblici), la nascita della holding, lo sblocco di 106 delibere di Urbanistica («attiveranno 60 mila nuovi occupati, il 3,8 di Pil»), 7 mila immobili Erp da cedere a chi ha diritto, la conclusione di tre opere pubbliche (metro C, anello ferroviario, Fiumicino 2). E naturalmente via l'Imu ed Equitalia, interventi sul Welfare, occupazione, patrimonio, buche. La chiusura della campagna elettorale preoccupa anche Beppe Grillo, ieri a Roma per la questione delle diarie dei parlamentari. Il leader di Cinquestelle ha approfittato della visita per testare anche i suoi candidati alle comunali e con un giro di telefonate ha convocato Marcello De Vito (e il suo ristrettissimo staff) all'hotel Forum. Grillo capisce l'importanza del voto nella Capitale: «A Roma ci giochiamo un sacco di chance. È stato un disastro: miliardi di debiti, il fallimento della politica tradizionale, ancora con i palazzinari, cemento e calcestruzzo. Se non becchiamo qua...». Confermata, però, una sola data: la chiusura del 24 a piazza del Popolo. Marchini deve ancora decidere. Per ora, l'imprenditore incassa il sostegno dei tassisti e gli applausi dell'Acer, firma patti con le associazioni ambientaliste, critica Alemanno: «Ma quali 60 mila posti con due delibere urbanistiche: a chi me lo dice, gli metto le mani addosso...».
Roma. I timori di Grillo: qui ci giochiamo tutto. Il Mibac contro il palco di Alemanno
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha presentato il suo programma elettorale, che include 16 capitoli e 111 pagine, con l'aiuto di Silvio Berlusconi. Il programma prevede la chiusura di 106 delibere di Urbanistica, lo sblocco di 60 mila posti di lavoro e la conclusione di tre opere pubbliche. Tuttavia, la vicenda del palco di Alemanno al Colosseo è stata criticata dalla soprintendente Mariarosaria Barbera, che ha espresso preoccupazioni per la violazione dei vincoli archeologici. Il leader di Cinquestelle, Beppe Grillo, ha espresso preoccupazioni per la campagna elettorale e ha convocato i suoi candidati alle comunali.
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