E l'architetto del Comune è accusato di falso Non era solo una questione di centimetri, di un palco più lungo di due metri e mezzo rispetto alle prescrizioni, di polemiche tra amministrazione e comitati di residenti per decibel sforati e spazi extra large. L'indagine sull'estate in piazza Verdi è diventata qualcosa di molto serio e ha coinvolto la soprintendente ai beni architettonici Paola Grifoni e il direttore del Dipartimento di riqualificazione urbana del Comune Francesco Evangelisti, entrambi architetti, indagati insieme a Renato Lideo, titolare delle Scuderie e della Linea, per la gestione, ognuno per i rispettivi ruoli, del cartellone pensato dal Comune per l'estate del 2012. Un'estate di accuse e polemiche finita con lo stop decretato dal Tar. L'inchiesta aperta dalla pm Morena Plazzi dopo l'esposto dei comitati ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, nel quale i residenti denunciavano il mancato rispetto delle prescrizioni date (in ritardo) dalla Soprintendenza, il presunto immobilismo del Comune e il perdurare delle opere illecite sulla piazza, ha subito un'accelerazione ieri con la notifica agli interessati dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. La vicenda, raccontata dal Corriere dopo l'avviso di garanzia recapitato a Lideo per aver eseguito opere illecite su beni vincolati (articolo 169 del codice dei beni culturali), aveva portato la Procura ad acquisire tutta la documentazione presso Soprintendenza e Comune. Dall'esame delle carte sarebbero dunque emerse responsabilità in capo alla soprintendente e all'ufficio competente di Palazzo D'Accursio. La soprintendente è indagata per omessa denuncia, cioè per non aver segnalato in Procura la reiterata violazione delle prescrizioni che lei stessa aveva impartito il primo giugno, quando, a manifestazione ormai iniziata, il Comune l'aveva investita della questione relativa all'autorizzazione concessa a Lideo. Pur lamentando i tempi stretti e il ritardo della comunicazione, la Grifoni aveva prescritto che il palco fosse contenuto all'interno del profilo di palazzo Paleotti, che il chiosco fosse mobile e non stabile e che non ci fossero insegne pubblicitarie. Paletti mai osservati, come denunciarono i comitati prima in Comune e poi ai carabinieri. Di queste violazioni la soprintendente sarebbe stata a conoscenza, prima informalmente e poi ufficialmente dopo il sopralluogo dei carabinieri del 25 luglio, ma secondo l'accusa non le segnalò in Procura come avrebbe dovuto. La Grifoni, interpellata in merito, si è difesa pubblicamente sostenendo che le fu risposto dal Comune che il palco più lungo andava incontro alle esigenze dell'orchestra del teatro Comunale. È in questo passaggio che entra in gioco Evangelisti. Porta infatti la sua firma la comunicazione con cui, il 25 giugno, il suo ufficio informa la soprintendente che in effetti il palco, con quelle prescrizioni, impedirebbe l'esibizione dell'orchestra. Altri elementi raccolti dicono che non era così. E di falso ideologico è accusato il direttore Evangelisti. Pare infatti che nessuno, dal Comunale, abbia mai espresso quella esigenza. Gianluca Rotondi 10 maggio 2013
BOLOGNA-Palco in piazza Verdi, indagata la soprintendente
La Procura di Palermo ha notificato agli indagati Renato Lideo, Paola Grifoni e Francesco Evangelisti l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. L'inchiesta, iniziata dopo l'esposto dei comitati di residenti, riguarda la gestione del cartellone pensato dal Comune per l'estate del 2012. La soprintendente Grifoni e il direttore Evangelisti, entrambi architetti, sono indagati per omessa denuncia e falso ideologico. La Grifoni è accusata di non aver segnalato le violazioni delle prescrizioni impartite dal Comune, mentre Evangelisti è accusato di aver falsificato la comunicazione con cui il suo ufficio informava la soprintendente che il palco non era conforme alle prescrizioni.
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