Orsoni vede il ministro e rilancia: le navi più grandi subito a Marghera. Zaia: angosciante vederle. L'Udc: no a iniziative contro i lavoratori Nelle ore successive all'incidente di Genova, il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, indignato dallo «sciacallaggio politico » (parole sue) di chi chiedeva ancora una volta di cacciare via le grandi navi da Venezia, si poneva una domanda retorica. «Chi lo sta impedendo? Noi abbiamo presentato varie alternative al governo un anno fa». Rimaste però sui tavoli di Palazzo Chigi, nonostante sia il sindaco Giorgio Orsoni che l'ex presidente del Magistrato alle Acque Ciriaco D'Alessio avessero più volte sollecitato al governo Monti la convocazione del Comitatone per discutere e soprattutto finanziare gli studi sulle ipotesi. Ora, archiviato il governo dei tecnici, pare che il nuovo esecutivo potrebbe interessarsi subito della questione. O perlomeno così avrebbe assicurato il neoministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi a Orsoni, in un incontro avvenuto mercoledì. «Dal ministro ho ricevuto assicurazioni sul fatto che il governo affronti la questione delle competenze sull'ambito lagunare, mettendo l'amministrazione comunale di Venezia nelle condizioni di poter decidere per la tutela del proprio territorio - ha detto giovedì Orsoni - Il problema del transito delle grandi navi davanti San Marco non è oltremodo rinviabile». Il sindaco ha ribadito quella che per lui sarebbe l'unica soluzione praticabile subito, in attesa di studi, progetti e scavi del canale Contorta Sant'Angelo (per cui servirebbero dai 30 ai 40 milioni): «Far entrare le navi di maggiore dimensione dalla bocca di porto di Malamocco e farle fermare a Marghera». Il «decreto rotte» firmato dai ministri Corrado Clini e Corrado Passera imponeva infatti lo stop alle navi sopra le 40 mila tonnellate,ma solo quando fosse stata disponibile una via alternativa. «In questo modo, però, una condizione di legalità, determinata da ragioni di rischio e di impatto ambientale, è stata sospesa sine die», osserva l'assessore comunale all'Ambiente Gianfranco Bettin. E giovedì anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ribadito la sua posizione: «E' un problema reale, una soluzione si deve trovare, perché è angosciante vedere questi grattacieli passare davanti a San Marco e chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze se succedesse qualcosa». Costa e il presidente di Vtp Sandro Trevisanato hanno spiegato che un incidente come quello di Genova non potrebbe mai accadere a Venezia, dove una nave in avaria si arenerebbe subito nel fango se uscisse dal «binario» in cui naviga in laguna. Ma ieri la polemica è continuata ed è sceso nell'agone anche il neopresidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci (Pd). «E' necessario interdire alla navigazione per le grandi navi il canale della Giudecca e il bacino di San Marco e prevedere una pesante sanzione per l'armatore che disattenda il divieto», ha detto. «Sono al fianco dei cittadini che più volte hanno manifestato per la tutela della loro città e appoggio la battaglia per la salute pubblica che i comitati stanno portando avanti», commenta l'europarlamentare Idv Andrea Zanoni. Invita invece alla prudenza il capogruppo Udc Simone Venturini: «Si raddoppino gli sforzi per approvare e realizzare le rotte alternative, ma si evitino iniziative estemporanee, come quella di chiedere di estromettere tout court dalla laguna di Venezia le grandi navi, dai risvolti pesantissimi per migliaia di lavoratori». A.Zo. 10 maggio 2013
VENEZIA-Grandi Navi. Crociere, la promessa del governo Comitatone sulle alternative
Il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa ha espresso la sua indignazione per lo sciacallaggio politico su un'ipotesi di cacciare via le grandi navi da Venezia. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha chiesto al governo di affrontare la questione delle competenze sull'ambito lagunare e di mettere l'amministrazione comunale nelle condizioni di poter decidere per la tutela del proprio territorio. Orsoni ha ribadito che il problema del transito delle grandi navi davanti San Marco non è rinviabile e ha proposto di far entrare le navi di maggiore dimensione dalla bocca di porto di Malamocco e farle fermare a Marghera.
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