L' ABUSIVISMO edilizio in Campania irrompe nel question time alla Camera e il ministro Annamaria Cancellieri, dopo aver ricordato che la demolizione è prevista dalla legge come sanzione accessoria, non esclude però la possibilità che «il giudice dell' esecuzione revochi l' ordine di abbattimento qualora sopravvenga un atto amministrativo quale, ad esempio, la destinazione da parte di un Comune del manufatto abusivo a fini di utilità sociale». In Campania sono sessantamila le demolizioni da eseguire e il Guardasigilli, intervenuto in seguito ad un' interrogazione del deputato Nello Formisano del Centro democratico, ha sottolineato che il fenomeno dell' abusivismo edilizio «determinato in alcune realtà locali, come quella campana, anche da ragioni di necessità abitative va inquadrato nel necessario bilanciamento di diversi valori di rilevo costituzionale quali, accanto a quelli di natura sociale, quelli connessi alla tutela della equilibrata programmazione e del rispetto del patrimonio archeologico, naturalistico e ambientale». Una cauta apertura, dunque, nei confronti di chi, soprattutto nel Pdl campano, chiede da tempo di fermare le ruspe. «Qualsiasi intervento normativo- ha concluso il ministro della Giustizia durante il question time - non può assolutamente prescindere da una sinergica, congiunta e preliminare attività di ricognizione e valutazione da parte di tutte le componenti istituzionali interessate, in ordine alle concrete situazioni abusive poste in essere ed al danno effettivamente arrecato al territorio e all' ambiente».
NAPOLI - Abusivismo edilizio, interviene la Cancellieri
Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha affermato che la demolizione è prevista dalla legge come sanzione accessoria per l'abusivismo edilizio. Tuttavia, non esclude la possibilità che il giudice dell'esecuzione revochi l'ordine di abbattimento se un atto amministrativo, come la destinazione di un manufatto abusivo a fini di utilità sociale, viene eseguito. In Campania, ci sono sessantamila demolizioni da eseguire. Il Guardasigilli ha sottolineato che il fenomeno dell'abusivismo edilizio deve essere inquadrato nel bilanciamento di diversi valori costituzionale, come la tutela del patrimonio archeologico, naturalistico e ambientale.
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