Polemiche dopo il sì della Soprintendenza alla riqualificazione di Piazza Rabin: alimentari e negozi nel frontone. Pd spaccato. I costruttori: «Ma lì c'era il mercato» PADOVA Come prevedibile, dopo il via libera conclusivo da parte della Soprintendenza, la polemica politica sul project financing di piazza Rabin diventa incandescente. Giuliano Pisani, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione Cultura a Palazzo Moroni, chiede addirittura le dimissioni dell'assessore all'Edilizia monumentale, Luisa Boldrin. Mentre la leghista Mariella Mazzetto denuncia la «liaison dangereuse » tra Pd e Pdl: «Noto, da parte dei miei amici berlusconiani, un silenzio quantomeno sospetto. Evidentemente - sorride la pasionaria del Carroccio - quello del mattone e degli affari è un partito molto trasversale. D'altronde, non a caso, siamo di fronte ad un progetto avviato nel 2001 dalla giunta Destro e poi ribadito in tutti questi anni dalle giunte Zanonato». L'aspetto che più fa discutere, del piano pubblico-privato che prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo da 600 posti auto tra via Carducci e via 58 Fanteria e la ristrutturazione commerciale della facciata dell'ex Foro boario di Prato della Valle, è l'apertura di un «Despar» all'interno della stessa facciata: «Inserire un supermercato in un posto del genere - continua a ripetere Pisani, dando voce anche alle consigliere democratiche Beatrice Autizi e Beatrice Dalla Barba - significa non avere alcun rispetto del monumento e della storia. Credo che l'assessore Boldrin debba cominciare a meditare sulle sue dimissioni. Sta trascinando quel che resta del Pd cittadino, a cui si è prontamente iscritta un paio d'anni fa, su una china fatale. In questa povera Italia - sostiene il professore - sono in pochi a difendere la cultura dall'indifferenza e dagli interessi affaristici di molti. E qui a Padova? Chi difende la cultura di questa nobile città? Il Pd della Boldrin?». Secondo qualcuno, sul project di piazza Rabin, la maggioranza a Palazzo Moroni rischia seriamente di spaccarsi. Pure se l'intervento non è più destinato ad essere discusso e votato in consiglio comunale (lo sarà infatti, tra qualche settimana, soltanto in giunta). «La Boldrin è la stessa che, in cinque anni, ha costretto il municipio a rifare per almeno due volte il selciato di piazza Cavour?», rincara la dose la Mazzetto. Ma, in difesa dell'assessore e soprattutto della bontà del progetto, interviene il costruttore Giacomo Cavagnis, titolare di una delle tre aziende coinvolte nel piano: «Amela polemica politica non interessa. Vorrei però ricordare, a quelli che oggi si scandalizzano per il Despar e gli altri negozi che si insedieranno nella facciata dell'ex Foro boario, che quel posto ha da sempre una vocazione commerciale. Basti pensare - sottolinea Cavagnis - che, fino a poche decine di anni fa, vi si svolgeva il mercato del bestiame, con la vendita diretta degli animali. Ovviamente, per quanto riguarda sia il supermercato che gli altri locali, avremo grande rispetto del luogo e della piazza dove si affaccia. I tempi? Come già anticipato dalla Boldrin, non appena la giunta avrà dato l'ultimo ok, partiremo con la ristrutturazione del cosiddetto frontone, certamente entro la fine dell'estate. Il parcheggio sotterraneo? Diciamo che, per ora, è in stand by - fa sapere il costruttore - Nel senso che il Comune ci ha domandato di aspettare qualche mese». Dietrofront (parziale) in vista?