Polemiche Uno scambio di lettere tra Landi e Settis Nell'intervento "Usciamo dalla notte dei beni culturali" il professor Settis cita una dichiarazione di Obama "per reagire alla crisi economica, oggi è il momento giusto per investire in cultura" che mi trova assolutamente d'accordo. Non solo a parole: la Fondazione di Modena investirà nei prossimi anni oltre 60 milioni di euro per il progetto, a firma di Gae Aulenti, di trasformazione dell'ex Ospedale Sant'Agostino in un "polo della cultura" che ospiterà anche le biblioteche Estense e Poletti. Tuttavia mi sorprende l'affermazione secondo cui la ristrutturazione del settecentesco edificio avverrebbe in deroga alle norme. "La privatizzazione è cominciata", sostiene Settis. E' esattamente il contrario: tutte le procedure sono state rispettate e l'approvazione dell'intervento da parte degli enti di tutela è giunta dopo un iter progettuale che garantisce il recupero dell'edificio storico alterato da modifiche che ne avevano stravolto la struttura originaria. Aggiungo che sin dal 2007 il progetto è stato condiviso secondo un metodo che nulla ha a che fare con la "privatizzazione". Prova ne sia che il protocollo siglato da Ministero, Comune e Fondazione prevede il comodato gratuito per 75 anni degli spazi destinati alle due biblioteche. Questo consentirà di valorizzare un patrimonio che nelle condizioni attuali risulta poco fruibile; al tempo stesso renderà disponibili, nel Palazzo dei Musei, ampi spazi per le collezioni statali della Galleria Estense. E' con progetti come questo che si può uscire da quella "notte dei beni culturali" che anche il professor Settis contrasta. Lo invito a visitare a Modena la mostra sul progetto Santagostino: ne potrebbe trarre utili informazioni. iAndrea Landi (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena)i Il presidente Landi confonde tre piani diversi. Non gli ho contestato l'investimento in cultura (meritevole), né ho detto che esso sia 'privatizzazione'. Sostengo (con Italia Nostra), due cose ben diverse, e cioè: (1) col sorprendente assenso del Ministero, Sant'Agostino viene ristrutturato in deroga alle prescrizioni dell'allora Soprintendente Elio Garzillo (che me lo ha confermato). Le due torri librarie (23 metri fuori terra), a pochi metri dall'edificio settecentesco dovrebbero esser vietate sia dal piano regolatore che dal Codice dei Beni Culturali. (2) Ministro e Comune, ricollocando le due biblioteche in un edificio di proprietà privata, indeboliscono la loro identità pubblica, facendone elementi di un polo culturale targato 'Fondazione'. Agli occhi di uno studioso, che so, cinese o neozelandese, la Biblioteca Estense, di origini interamente pubbliche (dinastia d'Este e Università) verrà ormai vista, tradendo la storia, come un vanto della Fondazione Cassa di Risparmio. E' questo che intendevo per 'privatizzazione strisciante', come la lettera del presidente Landi puntualmente conferma. iSalvatore Settisi