VERONA «Le richieste fatte dal Comune di Verona per l'uso dell'Arena per la VeronaMarathon e la Festa della Fede sono semplicemente fuori dalla convenzione firmata con la Soprintendenza». Il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè spiega perché ha negato il permesso. VERONA «Le richieste fatte dal Comune di Verona per l'uso dell'Arena in relazione alla VeronaMarathon del 6 ottobre e per la Festa della Fede del 12 e 13 ottobre sono semplicemente fuori dalla convenzione firmata tra il Comune e la Soprintendenza». È questa la spiegazione che il Soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè ha dato per la negazione del permesso: «L'Arena non può ospitare eventi sportivi - dice ancora Tinè -: è una clausola che lo stesso Comune di Verona ha inserito nella convenzione, una clausola presente anche in convenzioni precedenti. Davvero non capisco come il Comune possa poi autocontraddirsi chiedendo qualcosa che esso stesso ha escluso». Il principio per il quale è stabilito se un evento sia consono o no al monumento, il Soprintendente lo spiega in questi termini: «L'Arena è un bene culturale vincolato dallo Stato, e come tale va considerato per la sua fruizione, che deve essere specificamente culturale e pubblico, non può essere considerato contenitore sportivo o congressuale o per feste private o chissà cosa. Il suo uso è comunque stabilito da regole nazionali, e non comunali. Tali regole si basano su elementi storici, connessi al monumento stesso: l'Arena ha avuto in antico una funzione legata allo spettacolo, e in quanto tale oggi viene ancora fruita, tenendo comunque presenti le problematiche di conservazione e tutela». Dunque è per la stessa ragione che la Festa della Fede è stata bocciata, ma gli organizzatori, il Centro Pastorale Giovanile, sostengono che il loro è un appuntamento con musica e recitazione simile a molti altri che avvengono in Arena. «Mi è stata presentata - risponde il Soprintendente - una richiesta per un evento eucaristico e congressuale, una tipologia non prevista dalla convenzione come ho già detto. Se questo evento sia invece in realtà uno spettacolo, e non una messa e un congresso, ne prenderemo atto e siamo disposti a riparlarne». Il Comune dice che potrebbe fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la questione, come già accaduto a febbraio per la mezza maratona di Romeo e Giulietta, alla quale il Tar diede il via libero nonostante il vostro veto. «Il Tar non ha dato ragione al Comune - chiarisce Tinè -, ma ha solo autorizzato per ragioni di urgenza l'evento, la mezza maratona dello scorso febbraio, essendo stato presentato il ricorso a ridosso della manifestazione. Il contenzioso è tutt'ora in corso e siamo desiderosi quanto il Comune di chiarirlo. Se anche in questa occasione il Comune farà ricorso avremo tutto il tempo, visto che si parla di eventi che accadono tra qualche mese, di affrontare la questione». Infine Tinè vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Voglio precisare comunque - conclude - che non c'è mai stata nessuna "intenzione punitiva" da parte nostra nei confronti del Comune di Verona, com'è stato purtroppo detto. Stiamo infatti collaborando su molti fronti, mettendo in atto strategie comuni per i musei insieme anche alla Fondazione Cariverona. A me sembra che chi non ha voglia di collaborare in casi come questi sia il Comune, non certo noi».