ASOLO (Treviso) - «La giunta scappa per non discutere il Pat, che vergogna» dicevano ieri sera, davanti al municipio, gli abitanti di Asolo. Il consiglio comunale, convocato su richiesta delle minoranze per discutere del contestatissimo Piano attuativo del territorio - quello accusato di provocare una colata di cemento nel territorio di uno dei borghi più belli d'Italia - è durato la bellezza di cinque minuti. Giusto il tempo, per il sindaco leghista Loredana Baldisser, di spiegare che in queste condizioni non può esserci alcun dibattimento. «A strettissimo giro incontreremo le categorie e la popolazione - ha detto -, la discussione del Pat deve avvenire su temi certi, non su scelte che potrebbero modificarsi, e non per meri fini propagandistici». Per i consiglieri di opposizione un brutto scherzo, poco gradito: «Oggi questa amministrazione ha decretato la sua fine - dice Gianmarco Berlese -. Fugge le responsabilità e nega la partecipazione dei cittadini. Sarà il loro Vietnam». Il 10 aprile scorso l'adozione del Pat era stata rinviata dopo una vivace protesta di cittadini, associazioni e comitati, stretti in difesa del bellissimo borgo trevigiano e del suo territorio. Il progetto contestato consente la realizzazione di 285 mila metri cubi di edilizia residenziale e una nuova area industriale a valle della Rocca, trenta ettari di estensione per 720 mila metri cubi di capannoni. Una «cementificazione» che ha trovato dure repliche e polemiche, sia nella Marca che in tutto la Penisola, arrivando fino al Regno Unito. «Non è questo lo sviluppo che vogliamo per Asolo», sostengono i comitati. Per questo ieri sera, in municipio, c'erano decine di persone arrivate per ascoltare dalla voce degli amministratori le diverse posizioni, pro e contro. I banchi della maggioranza però erano vuoti. Al tavolo principale solo Baldisser e il suo vice Dussin: «Avevamo chiesto ai gruppi di minoranza di ritirare la richiesta di questo consiglio al fine di poter trattare l'argomento in una seduta successiva, quando saranno conclusi gli approfondimenti relativi ai professionisti e le attività di consultazione con le associazioni di categoria e la popolazione». Poche e secche parole: «Il gruppo Lega Nord-Vita ha deciso di non partecipare ai lavori». E via, giù dalle scale, lasciando tutti di sasso. «Che paradosso - dicono i membri del comitato Asolo Viva che ha osteggiato il Pat sin dall'inizio -. Volevano approvarlo in tre giorni e adesso sembra che vogliano parlare con chiunque». Fatto sta che la seduta è stata sospesa. Municipio chiuso. Niente discussione. Baldisser dice di essere disposta a cambiamenti dopo un dialogo con le categorie. Il comitato ci crede poco. Il processo al Pat è solo rimandato.
Asolo. Il Pat del cemento torna in aula. E la maggioranza leghista diserta
La giunta comunale di Asolo ha convocato un consiglio comunale per discutere del Piano attuativo del territorio (Pat), un progetto contestato per la sua capacità di provocare una colata di cemento nel territorio del borgo. La seduta è durata solo cinque minuti e il sindaco Loredana Baldisser ha spiegato che non può esserci alcun dibattimento in queste condizioni. I consiglieri di opposizione hanno criticato l'amministrazione per aver fugge le responsabilità e per aver negato la partecipazione dei cittadini. Il progetto del Pat prevede la realizzazione di 285 mila metri cubi di edilizia residenziale e una nuova area industriale a valle della Rocca.
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