Interrogazione di Formisano (Cd) sugli abusi commessi per necessità Il centrosinistra: «Una legge per rispondere alle richieste di condono» NAPOLI Su una cosa il Pd ha ragione «quella dell'abusivismo edilizio in Campania è una materia molto delicata». Tanto delicata che c'è chi ci ha fatto (e vinto) intere campagne elettorali sopra. Il Pdl, anche quest'ultima volta, ha puntato di nuovo sul condono. Sgombriamo il campo da equivoci: le forze di centrosinistra restano fermamente contro qualsiasi ipotesi di sanatoria. Ma da ieri è cambiato qualcosa. Sarà l'aria nuova, saranno le larghe intese, sia il Centro democratico, sia il Pd hanno abbandonato definitivamente la linea dura contro gli abbattimenti. E anche nel governo c'è un'apertura, anche se problematica, al tema. La stura l'ha data Nello Formisano, deputato Cd, che ha presentato un'interrogazione al Guardasigilli Rosanna Cancellieri. La premessa è che «i cittadini della regione Campania, sulla base di un discutibile intervento legislativo regionale, poi vanificato, non hanno potuto usufruire del condono edilizio del 2003». Formisano si riferisce al blocco al condono voluto da Antonio Bassolino. Secondo lui «l'assenza della applicabilità della norma nazionale del 2003 ha prodotto un ulteriore imbarbarimento della realtà dovuto al sommarsi degli abusi teoricamente rientranti del 2003 e quelli successivi a tale data». Andando al sodo Formisano chiede se non sia il caso di prevedere uno stop o una gradualità nelle demolizioni «al fine di salvaguardare ove possibile le attività commerciali in essere e tenendo conto anche della qualità dell'abuso realizzato distinguendo, se possibile, tra abuso di speculazione e abuso di necessità commesso anche a titolo abitativo di prima e unica casa, in assenza del Piano di Sicurezza Nazionale non ancora adottato». La ministra non s'è sottratta e pur specificando che qualsiasi abuso, sia di necessità o speculativo, non va sanato se ha danneggiato il territorio, ha però spiegato che i Comuni, in alcuni casi, potrebbero acquisire al patrimonio gli immobili abusivi e destinarli «a fini di utilità sociale». Una finestra. Tra l'altro una proposta che in campagna elettorale in Campania ha portato avanti anche il Movimento 5 Stelle. Partendo da un presupposto: il problema esiste, sono circa 60 mila gli immobili abusivi in Campania, una città da abbattere. La ministra spiega: «Il fenomeno dell'abusivismo edilizio, determinato, in alcune realtà locali come quella campana anche da ragioni di necessità abitative, va inquadrato nel necessario bilanciamento di diversi valori di rilievo costituzionale, quali, accanto a quelli di natura sociale, quelli connessi alla tutela della equilibrata programmazione e del rispetto del patrimonio archeologico, naturalistico ed ambientale». Proseguendo il ragionamento e precisando che l'abuso viene sanzionato con l'obbligo dell'abbattimento, il Guardasigilli conclude: «Ciò non esclude la possibilità che il giudice dell'esecuzione revochi l'ordine di demolizione qualora sopravvenga un atto amministrativo del tutto incompatibile con lo stesso, quale la destinazione, da parte del Comune, del manufatto abusivo a fini di utilità sociale». Nella replica Formisano si è augurato che la ministra «possa mettere intorno allo stesso tavolo tutti quei soggetti istituzionali che possano fare qualcosa sull'argomento, perché in Campania, il dramma sta per esplodere». Nel pomeriggio anche la posizione, dicevamo meno oltranzista, del Pd. In una nota congiunta Enzo Amendola, deputato e segretario regionale del Pd campano, e Lello Topo, capogruppo Pd al Consiglio regionale Campania, scrivono: «Le annose questioni delle costruzioni illegali e degli abbattimenti non possono essere risolte con degli articoli inseriti nella finanziaria come ha fatto l'attuale governo regionale di centrodestra guidato da Stefano Caldoro, ma c'è bisogno di cautela, dialogo e confronto. Concordiamo con il ministro Cancellieri, la situazione è drammatica, per questo anche da parte del governo nazionale occorrerà cautela. Il rischio è quello di aprire conflitti di competenza tra gli enti che allungherebbero i tempi della risoluzione dei problemi, aumentando anche le incertezze e i timori di numerose famiglie». Il Pd annuncia «una proposta di legge equilibrata e rigorosa, per costruire e dare risposte alle domande di condono in atto ormai, in alcuni casi da più di venti anni, e per realizzare un piano serio di recupero ambientale e sociale».
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Riassunto in 200 parole:
Napoli, un'interrogazione di Formisano (Cd) sugli abusi commessi per necessità. Il centrosinistra è contrario a qualsiasi ipotesi di sanatoria. Il Pdl ha puntato sul condono. Formisano ha presentato un'interrogazione al Guardasigilli Rosanna Cancellieri. I cittadini campani non hanno potuto usufruire del condono edilizio del 2003. Formisano chiede uno stop o una gradualità nelle demolizioni per salvaguardare le attività commerciali e distinguere tra abuso di speculazione e abuso di necessità. La ministra Cancellieri ha spiegato che i Comuni potrebbero acquisire gli immobili abusivi e destinarli a fini di utilità sociale.
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