Per costruirla, nel lontanissimo 1247, furono usati probabilmente mattoni e altro materiale proveniente dai Fori imperiali. Da lì erano stati prelevati anche i fregi in marmo (ormai anneriti dallo smog) con fiori e foglie sistemati sul muro esterno che dà su via IV Novembre. Ma ora l'antica Torre dei Colonna (o dei Colonnesi) ha un nuovo «ornamento», di cui i vigili del I Gruppo hanno già chiesto il sequestro preventivo: una veranda che occupa praticamente tutto il tetto, corredata da tre grandi motori per i condizionatori d'aria. I proprietari della Torre, ormai trasformata in residence di lusso, sei appartamenti da 250 euro a notte fra comfort moderno e resti del passato, vasche da idromassaggio e soffitti a cassettoni, connessione wi-fi e panorama indimenticabile, sono stati denunciati per abusivismo edilizio. A segnalarci il presunto abuso sono stati i nostri lettori, che ci hanno inviato lettere e foto della veranda: con le strutture in metallo verniciate di nero che neanche le molte piante verdi sistemate intorno riescono a ingentilire. I vigili sono intervenuti nei giorni scorsi: «La veranda non aveva i permessi necessari - spiega Stefano Napoli, comandante del I Gruppo - Abbiamo trasmesso gli atti alla Procura, ma in zona c'è molto da fare: solo su via IV Novembre gli abusi edilizi denunciati sono 75». La Torre è davvero un luogo speciale, un reperto perfettamente conservato della Roma medievale: si trova all'angolo con via delle Tre Cannelle, verso piazza Venezia, l'aveva fatta costruire il nobile Gildone de Carbonis, ma dopo pochi anni era già fra le proprietà della famiglia Colonna. Che la inserirono nelle mura che delimitavano le loro proprietà romane. E se oggi vede soltanto il traffico incessante di via IV Novembre e l'andirivieni dei turisti, in passato la Torre è stata testimone di battaglie, violente e sanguinose: i Colonna furono opposti a papa Bonifacio VIII Caetani, in uno scontro che si concluse nel 1298 con la sconfitta (e la perdita dei beni) della famiglia che faceva discendere la propria nobiltà addirittura dalla Gens Iulia, la casata di Giulio Cesare. E la Torre passò agli Annibaldi della Molara, che al piano terra ogni anno allestivano un presepe per gli abitanti del rione, per poi tornare nel 1600 fra le proprietà dei Colonna.