Tommaso Cacciari Comitato No Grandi navi Laguna Bene Comune Tutti a Venezia l'otto e nove giugno per una grande mobilitazione contro le grandi navi. Prima però, è d'obbligo una premessa. Il Comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune non è contrario al turismo di per sé, ma quello che «attracca» in città a bordo delle grandi navi da crociera è un modello turistico semplicemente insostenibile. È insostenibile per la nostra salute: sappiamo che una di quelle navi inquina quanto quattordicimila automobili. È insostenibile per l'idromorfologia lagunare: il professor Luigi d'Alpaos ha spiegato come gli enormi scafi siano responsabili dell'erosione dei fondali e come l'ipotesi dello scavo di nuovi canali (vedi il Contorta S.Angelo) sarebbe letale per la nostra laguna che verrebbe trasformata in un braccio di mare. È insostenibile culturalmente, perché Venezia non è una cartolina, come appare dai ponti sproporzionatamente alti di una nave da crociera, ma è una città viva che va scoperta ad altezza d'uomo, approfittando, magari, del vantaggio di muoversi a piedi per captarne l'atmosfera e per godere dei mille incontri possibili. Il turismo crocieristico è insostenibile dal punto di vista della sicurezza: quanto vale San Giorgio? I benefici economici delle grandi navi ci ripagherebbero dei danni all'isola di fronte a San Marco provocati da un inchino fuori misura? A proposito, a chi sostiene, a fronte delle critiche come ha fatto ieri sul Corriere del Veneto il capitano Pier Luigi Penzo che le entrate delle crociere siano troppo importanti, noi consigliamo di consultare lo studio che Ca' Foscari ha recentemente dedicato alla questione. Sembra che la bilancia costi-benifici sia sostanzialmente in pari, a ciò vanno aggiunti tutti i problemi che abbiamo fin qui sommariamente elencato. Non da ultimo va segnalato il problema della democrazia. È giunto il momento che le istituzioni ascoltino la voce dei cittadini e deliberino per il bene comune loro e della città. Noi chiediamo che la sovranità sulle acque del Bacino di San Marco venga tolta all'Autorità portuale e al suo presidente Paolo Costa, uomo forte delle grandi opere nel Veneto, impegnato nella difesa degli interessi delle multinazionali degli armatori. Vogliamo che anche gli scavi portuali (oltre al Mose) cessino di essere occasione di arricchimento per i cementificatori del nostro territorio, prima tra tutti la Mantovani Spa di Piergiorgio Baita. Per queste ragioni stiamo organizzando, per i prossimi 7, 8 e 9 giugno, una grande mobilitazione nazionale e internazionale che porti a Venezia migliaia di persone che si battono contro le grandi opere e in difesa dei beni comuni. Tre giorni di incontro e di lotta in cui tutti i Veneziani potranno sentirsi nuovamente protagonisti e riaffermare il proprio diritto a vivere in una città in cui democrazia e beni comuni quali la salute e la cultura, vengano prima del portafoglio dei potenti e del profitto ad ogni costo.
Il nostro no alle Grandi Navi. Sì a un (altro) turismo
Il Comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune è contrario al turismo di crociera a Venezia, considerandolo insostenibile per la salute, l'idromorfologia lagunare, la cultura e la sicurezza. Il turismo da crociera inquina, provoca erosione dei fondali e danni alla salute, altera l'atmosfera della città e aumenta i rischi di incidenti. Le entrate delle crociere non sono sufficienti a compensare i danni causati. Il Comitato chiede la sovranità sulle acque del Bacino di San Marco, l'interruzione degli scavi portuali e la fine del modello turistico di crociera.
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