VENEZIA Quando Genova fu nominata Capitale della cultura arrivarono nel capoluogo ligure grossi investimenti. 20 milioni per la cultura e dieci volte tanto per le infrastrutture. Adesso però i tempi sono cambiati e lo stesso Cipolletta non è così ottimista. VENEZIA Servono ferrovie, treni, autostrade, autobus efficienti per la Capitale della Cultura. Venezia e il Nordest hanno bisogno di far viaggiare sì le idee ma anche le persone, perché la cultura diventi un motore di sviluppo. Una scommessa che Genova vinse nel 2004 e alla quale Venezia guarda. Secondo lo studio sulle esperienze delle capitali europee della cultura elaborato da Palmer e Rae Associates nel 2004 per la Commissione europea, il capoluogo ligure colse l'occasione per ridefinire la sua identità dopo la crisi dell'industria e puntare sul turismo. E vi investì nel programma di eventi (circa 20 milioni) ma soprattutto in ristrutturazioni e infrastrutture: 200 milioni. Per il 90 i finanziamenti arrivarono dallo Stato, il 5 dal Comune e il resto dalla Ue, che alle 18 capitali designate fino al 2004 ha riservato un contributo dell'1,53. Dopo nove anni il mondo ruota a diversa velocità e i finanziamenti pure. «Certo, alcuni interventi infrastrutturali sono auspicati sorride il presidente del Comitato promotore, Innocenzo Cipolletta i trasporti prima di tutto: un servizio ferroviario è importante per il turismo. Tuttavia i lavori non rientreranno nell'impegno di spesa per la candidatura. Non abbiamo i soldi». Ma si investe quello che si può. La missione della candidatura approvata ieri l'altro a Ca' Farsetti dai fondatori Comune e Provincia di Venezia, Regioni Veneto e Friuli, Province di Trento e Bolzano è realizzare a breve un dossier di candidatura da presentare al ministero della Cultura il 20 settembre. Tra 15 giorni dovrà essere pronto il piano di lavoro da far approvare ai soci, che si incontreranno nella sede della Regione Friuli. Mica facile. Il comitato è fermo da dicembre, a causa delle perplessità espresse dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e il quartier generale di villa Settembrini, a Mestre, è praticamente vuoto. II direttore operativo Francesco Borga sta mettendo insieme la squadra di esperti in grado di redigere un programma culturale complesso, a proprio agio con le logiche comunitarie e la sintassi dei bandi. Ci vogliono persone che conoscano a menadito le istituzioni e le strutture culturali del Nordest ma anche la situazione delle infrastrutture e dei trasporti e che sappiano reperire le risorse. «Per ora al Comitato lavorano tre o quattro persone spiega Cipolletta poi si coinvolgeranno tutti i soggetti interessati». E prima si vince, prima si potrà fare un'analisi di costi e benefici. Non è facile capire se davvero l'impresa vale la pena e avrà un adeguato ritorno riuscendo a creare un'industria culturale a Nord est. I soci fondatori hanno deciso che vale comunque la pena di verificare se il concetto di cultura può essere una variabile da inserire nel sistema economico utilizzando il patrimonio artistico e monumentale e creando una piattaforma di confronto su musei, teatri, eventi, arte, non solo si strade, ponti, ferrovie e camionabili. «La vera novità l'ha sottolineata il sindaco Orsoni - aggiunge Borga - Per la prima volta Venezia mette la sua storia, la sua immagine, il suo patrimonio a disposizione di un'area caratterizzata da molte ricchezze ma anche da molte individualità». Le parole d'ordine dunque saranno: fare rete, fare sistema. Fare pace.
Venezia capitale. Dossier Ue sugli investimenti
Venezia è stata nominata Capitale della cultura, ma i finanziamenti per le infrastrutture e i trasporti sono limitati. Il presidente del Comitato promotore, Innocenzo Cipolletta, riconosce che i lavori non rientreranno nell'impegno di spesa per la candidatura, ma si investe comunque in quello che si può. Il comitato è in attesa di presentare il dossier di candidatura al ministero della Cultura il 20 settembre. Il piano di lavoro dovrà essere approvato dai soci, che si incontreranno entro 15 giorni. Il direttore operativo Francesco Borga sta mettendo insieme la squadra di esperti per redigere un programma culturale complesso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo