VENEZIA - Chi pensava che con i lavori arrivati al 65 per cento e con le paratoie in viaggio per essere ancorate sui fondali, le battaglie contro il Mose fossero state archiviate, si dovrà ricredere. Gli ambientalisti non hanno issato bandiera bianca e vogliono tentare l'ultima carta, quella degli accertamenti contro il rischio che le dighe mobili collassino sotto la spinta delle maree più sostenute. Ieri mattina a Cà Farsetti all'incontro organizzato dalle associazioni ambientaliste veneziane, «Il Mose incontra il mare», gli ingegneri Vincenzo Di Terra e Paolo Pirazzoli hanno rispiegato i loro dubbi scientifici sul sistema di paratie mobili, gli stessi contenuti nella relazione dello Studio Principia commissionata dall'ex sindaco Massimo Cacciari. «I calcoli mostrano che il sistema ha un comportamento instabile», hanno detto i due esperti. «In scienza e coscienza mi sento di affermare che il progetto è sbagliato - ha aggiunto Di Tella - Nel gennaio 2012 ho scritto a governo, Comune e Magistrato alle acque sottoponendo loro le criticità e mettendomi a disposizione a titolo gratuito per gli approfondimenti. Zero risposte». Oggi però i lavori sono in uno stadio avanzato e decidere il da farsi per gli ambientalisti è complicato. «Andrebbe riaperto il confronto, fermando gli interventi a San Nicolò», dice Armando Danella, associazione AmbienteVenezia. Per Beppe Caccia, In Comune, l'avvio dell'indagine del Consiglio sui rapporti tra Mantonavi spa (l'ex ad Baita è in carcere) e Consorzio Venezia Nuova potrebbe essere un'occasione di dibattito. «Abbiamo parlamentari veneziani con cui confrontarci - ha detto Caccia - in particolare per la riforma della legge speciale». C'è il decreto dell'ex ministro all'Ambiente Corrado Clini sul passaggio delle grandi navi che potrebbe giocare a favore, con lo stop alle crociere in bacino di San Marco e alla bocca di porto di San Nicolò, per i No Mose, si può spingere per uno stop ai lavori. «Bisogna fermare i cantieri e aprire un confronto scientifico sulla stabilità del Mose», dice Cristiano Gasparetto, Italia Nostra. In sala ieri anche il parlamentare grillino, Marco Da Villa, disponibile a portare il dibattito a Roma.