Vincolo di pregio ambientale sull'area interessata dal piano di Locatelli L'area destinata a cava trasformata nel Pgt in zona di pregio ambientale. È la mossa dell'amministrazione comunale di Casirate per convincere la Regione a stralciare dal futuro Piano cave l'area di Bosco grande dove il gruppo Locatelli aveva ottenuto di aprire un importante polo estrattivo. È da metà degli anni 2000 che l'amministrazione combatte contro il progetto della cava. Nel piano provinciale è indicato con la sigla Ate41 e prevede di trasformare 21 ettari di campagna e bosco a nord-ovest del paese in una cava profonda 35 metri da cui estrarre un milione di metri cubi di ghiaia in un decennio, calcolando poi riserve di sabbia per altri 3,5 milioni di metri cubi. «Uno scavo praticamente tutto in acqua spiega l'assessore all'Ambiente Giuseppe Didu perché quella è zona di sorgive, la falda scorre tre metri sotto il piano di campagna». La cava di Casirate era stata inserita, a sorpresa, dalla Regione durante l'iter finale del piano estrattivo bergamasco. Una decisione politica che aveva superato lo studio della Provincia di Bergamo. Era il 2008, l'amministrazione del sindaco Luigia Degeri si era subito opposta e, dopo un sopralluogo dei tecnici del Pirellone nel 2009, il nuovo polo estrattivo era stato stralciato dal Consiglio regionale. Il proprietario però era ricorso al Tar ottenendo in parte ragione. Il tribunale amministrativo aveva chiesto un approfondimento sulle motivazioni dello stralcio prima di stabilirne l'illegittimità, ma la giunta regionale aveva tagliato la testa al toro reinserendo di sua iniziativa il polo estrattivo nel piano. A questo punto era stato il Comune di Casirate a tentare il ricorso al Tar contro l'atto del governo regionale. Un ricorso però bocciato nel gennaio del 2011. Intanto, nel 2010 il gruppo Locatelli aveva depositato il progetto elaborato dalla società di consulenza Terraverde cominciando l'iter per aprire la cava. A dicembre del 2011 però il gruppo di Grumello del Monte è stato travolto dalle inchieste per corruzione, partite con le presunte tangenti per la discarica d'amianto di Cappella Cantone, ed è finita in liquidazione. Da allora il progetto di Casirate è rimasto dormiente. «Non sappiamo neanche a chi appartiene l'area in questo momento precisa il sindaco . Noi rimaniamo contrari all'apertura di quella cava. Per ben due volte il Consiglio regionale l'aveva tolta dal piano e altrettante volte è stata reinserita dalla giunta Formigoni. Ora che il piano è stato annullato ed è da rifare vogliamo far sì che venga compreso appieno come il progetto di scavare milioni di metri cubi di ghiaia da quel sito è sbagliato». Al confine con l'area della cava è stato piantato il Bosco di pianura, 36 mila alberi, la più grande area piantumata della Bassa bergamasca. L'anno scorso poi l'amministrazione, grazie a un accordo con l'Eni ha avuto la disponibilità di Bosco Tondo, altri 3 ettari di alberi e sorgive, sempre confinante all'area della cava. «È evidente osserva Didu che aprire una voragine di 30 metri in prossimità di una zona ecologica così importante provocherebbe seri danni ambientali». Per questo la giunta comunale ha deciso di giocare d'anticipo e sottoporre l'area a un vincolo di pregio ambientale. «Appena avremo approvato il bilancio spiega il sindaco daremo l'incarico per rivedere la Valutazione ambientale strategia del Pgt ed avvieremo la variante. L'auspicio è che anche la Regione ne prenda atto e nel nuovo piano cave non venga più inserita una cava nel nostro territorio comunale».