Ricostruzione Il nuovo ministro Bray inaugura i lavori della chiesa finanziati dalla Germania Dal dopoguerra ad oggi è uno dei simboli della sofferenza del popolo aquilano. Prima la strage nazista del 1944, poi il terremoto del 2009 che provocò il più alto numero di vittime rispetto alla percentuale di popolazione residente (41 in tutto)hanno segnato la comunità di Onna dove, però, la voglia di rialzarsi di un intero popolo si è manifestata con rinvigorito orgoglio nella giornata di ieri, durante l'inaugurazione del cantiere del restauro della Chiesa di San Pietro Apostolo e degli spazi espositivi della Casa della cultura. A finanziare gli interventi il Governo tedesco (3,5 milioni solo per l'edificio dedicato al culto) che nel borgo onnese ha già contribuito alla nascita di "Casa Onna" e l'info box. Una giornata sottolineata dalla presenza del neo ministro per i Beni e le Attività culturali, Massimo Bray, e del collega tedesco con delega ai Trasporti, Edilizia e Sviluppo urbano, Peter Ramsauer. All'esponente dell'Esecutivo Letta inevitabili le domande relative all'impegno dello Stato sulla ricostruzione, a cui Bray non ha potuto far altro che provare a rassicurare la comunità di Onna e aquilana, che ha bisogno di un miliardo l'anno fino al 2018 per completare la ricostruzione come ha detto più volte il sindaco Cialente. «Sono convinto che lo sforzo non sarà facilissimo. La promessa è che mi impegnerò per quello che potrò». Giunto ad Onna con mezzi privati, il ministro si è mostrato particolarmente rispettoso del dolore ancora visibile nei luoghi del terremoto: immagini più forti di ogni dichiarazione. «Credo che questo sia un momento in cui si debba ascoltare e cercare di capire le realtà, poi arriverà il tempo della parola - ha aggiunto il ministro - Sono rimasto molto colpito da queste rovine, sono immagini che segnano molto. È la mia seconda visita all'Aquila dopo quella del maggio successivo al sisma che è stata casuale. Personalmente sensibilizzerò il Governo, questa cosa mi colpisce molto, lo confesso: le mie prime sensazioni sono difficili, sono passati quattro anni e L'Aquila è certamente un patrimonio della cultura italiana». Risalente al quindicesimo secolo e modificata dopo il sisma del 1703, la chiesa di San Pietro Apostolo sarà restaurata su due fronti: il primo riguarderà la struttura della casa canonica e della sagrestia, l'altro invece interesserà la chiesa e l'adiacente congrega, per le quali verrà realizzato un consolidamento e restauro. Sarà dedicata alla memoria del territorio ed al suo racconto la "Casa della cultura", che ospiterà reperti archeologici, arte sacra e una biblioteca per ripercorrere la storia di Onna dalle origini al difficile presente post sisma. In riferimento all'inizio dei lavori dei due cantieri il ministro ha spiegato che sono «segni importanti di quella che sarà un'attivitìà, il ringraziamento va a tutto il personale del Ministero e alla comunità di Onna che ha vissuto con sofferenza e dolore ma anche con la speranza di rivedere presto quelli che sono i luoghi della memoria della loro vita tragicamente spezzati. Il Ministero sta facendo un lavoro di grande qualità e sensibilità - ha aggiunto - sentirete parlare del Ministero e non del Ministro: il Ministero è chiamato a restituire al Paese il valore, la forza della cultura. L'ho sempre detto, questo Paese deve ripartire nel tentativo di una ricostruzione. Oggi è una metafora molto forte: ricostruzione culturale di cui tutti sentono il bisogno. Credo, appunto, che ora dobbiamo lavorare su questa idea di comunità dei nostri cittadini, di chi opera nei luoghi di lavoro accanto a noi». In relazione all'attività del Ministero dei beni culturali all'Aquila, Bray ha sottolineato che «c'è una squadra di grandissima competenza, di grandissimo livello e qualità».
Si riparte da Onna simbolo di speranza
Il ministro Bray ha inaugurato i lavori della chiesa di San Pietro Apostolo e degli spazi espositivi della Casa della cultura di Onna, finanziati dal Governo tedesco. La chiesa è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2009 e la comunità di Onna ha bisogno di un miliardo l'anno fino al 2018 per completare la ricostruzione. Il ministro ha espresso la sua solidarietà con la comunità di Onna e ha promesso di lavorare per il completamento della ricostruzione. La chiesa sarà restaurata e la Casa della cultura sarà dedicata alla memoria del territorio ed al suo racconto. Il Ministero dei beni culturali sta facendo un lavoro di grande qualità e sensibilità per restituire al Paese il valore della cultura.
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