I dati del 2012: falsi in aumento, le chiese i luoghi più violati SONO 2.500 I REPERTI SEQUESTRATI DAI CARABINIERI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE ESPOSTO ANCHE UN PREZIOSO ELMO SANNITICO IL BILANCIO Un'eccezionale operazione dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (2.500 oggetti recuperati a Roma e nei dintorni, alcuni rarissimi, dall'VIII secolo a.C. al II dopo; 35 milioni il valore sul mercato) coincide con la diffusione dei dati sui furti durante il 2012: li spiega il generale Mariano Mossa davanti al ministro Lorenzo Ornaghi. In Italia, non si è rubato molto meno (891 furti; erano 906 nel 2011); però, sono spariti meno oggetti: 17.338 contro 33.806. Il Lazio, che nel 2011 era secondo nella pessima classifica delle regioni più violate, balza in testa, con 133 ruberie (erano 121 nel 2011), davanti all'Emilia e alla Lombardia. I luoghi più violati, anche l'anno scorso, le chiese: 424 furti, ed erano 366. Diminuiti anche gli scavi clandestini individuati: di quasi un terzo; il Lazio viene dopo le tre regioni maggiormente colpite, cioè la Sicilia, la Puglia, la Sardegna. In tutto, 1.150 denunciati, ma solo 29 con provvedimenti restrittivi. In aumento i falsi: solo quelli d'arte moderna sequestrati valgono 78 milioni. Sono 55.227 gli oggetti recuperati, archeologia esclusa; e nel 2011 erano meno della metà. Per fortuna che l'Arma c'è. ELMO STUPENDO Il generale Mossa parla, e un'ala della caserma sembra trasformata in una «Porta Portese dell'arte»: esposti mille reperti, dei 2.500 sequestrati a 16 persone denunciate. Il tutto parte, spiega il maggiore Antonio Coppola, a capo del Nucleo operativo, da un artigiano che con frammenti antichi abbelliva tante ville nell'area di Roma. A Palestrina, gli hanno sequestrato due container interi di lacerti. Da lì le perquisizioni, a due collezionisti e otto professionisti. E un vero tesoro ritrovato, anche con la soluzione di tre furti antichi, degli Anni 90, a Roma, Bologna e Perugia, da dove erano state sottratte due Battaglie del Borgognone. Ma è l'archeologia a farla da padrona. Anche con una assai rara panoplia: un elmo sannitico in bronzo, di fine V sec. a.C, «ne esistono cinque al mondo», dice Maurizio Fiorilli, il vice-avvocato generale dello Stato che si è occupato di tante restituzioni, specie dagli Usa. Con l'elmo, parte di una corazza e altre armi, di pregevole fattura, ma scavate chissà dove. C'è un bracciale con gli orecchini in oro del VI secolo a.C.: «Vi è ritratta è l'Atena di Fidia», spiega Stefano De Caro, il direttore generale dell'Iccrom. Violati interi santuari: le antefisse si sprecano. Solo i frammenti di pavimenti romani ritrovati sono 45 mila, dice Coppola. E Giancarlo Capaldo, il procuratore capo di Roma cui si deve il coordinamento dell'indagine di Tiziana Cugini, assente. RARI CRATERI Louis Godart, consigliere del Presidente Napolitano per la salvaguardia del patrimonio artistico, si dedica di più ad una statua senza testa di un togato del I-II secolo d.C., e ai vasi antichi. Un'anfora per trasportare la frutta, con l'iscrizione del mittente e del ricevente: forse arriva da Pompei, racconta De Caro. Una cista prenestina in bronzo ha sul coperchio un'elegante Menade con Satiro. Un vaso assai grande, tecnicamente uno Skyphos, viene dalla Campania, è del tipo Gnatia, e ostenta un elegantissimo cigno dipinto. Sono i più recenti trofei («ma altre operazioni, pure assai importanti, sono in corso», assicura il generale Mossa) di un reparto che fa scuola in tutto il mondo: «L'anno scorso, ai corsi di addestramento in Italia hanno partecipato 32 Paesi», spiega Ornaghi; «in 40 anni, recuperati quasi un milione e mezzo di oggetti: bel risultato, non è vero?».