I Progetti integrati per i grandi attrattori culturali vanno avanti, seppure non velocemente, ma i risultati di un modello che ha alla base la concertazione tra Enti locali ed operatori iniziano a vedersi. Ettore Cucari presidente della federazione delle imprese viaggi e turismo della Campania nonché amministratore dell'Ente per il turismo di Caserta, spiega che «si sta cercando di attirare l'attenzione degli operatori per creare pacchetti turìstici e per poi incominciare a far partire promozione e proposte mirate alla tipologia di mercato da incentivare. In questi casi il pacchetto deve essere attraente ma soprattutto deve essere supportato da un'ottima comunicazione: altrimenti si sconterebbe un effetto boomerang sugli anni a venire spiega ancora Cucari . Bisogna fare sistema: per quanto riguarda i grandi attrattoli questa logica non manca del tutto ma va implementata. Nonostante lo sforzo della Regione, adesso la spesa è ancora deludente per la lentezza delle amministrazioni locali coinvolte. Spesso i Comuni non sono attrezzati». Il programma, in generale, ha portato benefici anche occupazionali, secondo Vincenzo Martone presidente dell'Ordine degli architetti di Caserta, ma «al di là degli interventi fatti la cosa importante resta la capacità di impegnare e spendere i fondi che non sempre dipende solo dalla singola amministrazione». Il problema da superare è, per gli architetti, una cultura degli interventi non lungimirante: «Bisognerebbe andare oltre le iniziative che hanno un risultato immediato ma spesso non durevole: quando parliamo di logica di sistema, di progettazioni con un raggio d'azione più ampio, intendiamo proprio questo. Perciò oltre all'aspetto infrastnitturale che certamente se ben pensato offre importanti ricadute, bisogna spingere anche sulla leva della formazione di professionalità capaci di agire come effetto moltiplicatore sugli investimenti che pure vengono effettuati». Antonio Massarotti, direttore del Centro regionale di competenza per lo sviluppo ed l'innovazione applicata ai beni culturali "Innova", apprezza che i Pi si basino su interventi mirati. «Il fatto che abbiano partecipato diversi attori non necessariamente con lo stesso spirito, questo pure mi pare un elemento positivo. Il problema afferma è che la complessità dell'iniziativa fa andare più avanti alcuni progetti e meno altri. Non marciano tutti alla stessa velocità. Mentre i Comuni arrancano, fortunatamente nelle Sovrintendenze si procede più speditamente».
Modello positivo messo a rischio dalla burocrazia
I Progetti integrati per i grandi attrattori culturali continuano, seppure lentamente. Ettore Cucari, presidente della federazione delle imprese viaggi e turismo della Campania, spiega che si cerca di attirare gli operatori per creare pacchetti turistici e promozione. La comunicazione è fondamentale per evitare un effetto boomerang. Vincenzo Martone, presidente dell'Ordine degli architetti di Caserta, afferma che il programma ha portato benefici occupazionali, ma la capacità di impegnare e spendere i fondi dipende dalla singola amministrazione. Il problema è una cultura degli interventi non lungimiranti.
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