IL VELO blu della Madonna di San Luca siè rivelato azzurro, dalle pieghe del suo manto è "spuntato" un piedino di Gesù, prima nascosto da pennellate di colore, i tratti del suo volto si sono addolciti, con le nuove sfumature dell'incarnato. Il restauro della venerata icona di Maria è stato in realtà un intervento di pulitura. Ma i bolognesi che aspettano la processione di domani rimpiangeranno anche la polvere che ricopriva il volto familiare. PER questo il Cardinal Lercaro, di fronte alla prospettiva di un restauro, negli anni '50 decretò: «I bolognesi la conoscono così, e così deve restare». Dopo questa "sentenza", per molti anni si continuò a pensare «che l'immagine non andava toccata», come ricorda il vicario generale, Monsignor Giovanni Silvagni, ieri alla presentazione del nuovo volto della Madonna di San Luca. Scoprire la vera espressione della Vergine, il colore della veste di Gesù, la familiarità di quel gesto che sembra indicare il figlio e in realtà suggerisce al fedele la via della salvezza, ha perciò richiesto «coraggio». E molto tempo: dalla decisione di restaurare l'icona fino all'ultimazione dei lavori, eseguiti da Camillo Tarozzi grazie alla somma di 10 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Del Monte, sono passati due anni. «In realtà il lavoro ha impiegato qualche mese - spiegano Tarozzi e Franco Faranda, direttore storico dell'arte presso la Soprintendenza ai beni storici e artistici - ma noi stessi eravamo intimoriti dall'affetto dei fedeli per l'immagine che avevamo sotto le mani. Alla fine però si è rivelato qualcosa di straordinariamente bello». Il colore del mantello della Madonna, simile a quello delle opere bizantine, sembra collocare l'icona più indietro di un secolo rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, alla metà del XII secolo. E quindi ne fa una coetanea delle grandi icone di Costantinopoli e Venezia, vicina per lo studioso a quell'area culturale che ha partorito come suo capolavoro il battistero di Parma. Un'immagine sacra nata dal talento di un pittore che, se non fosse nascosto dall'impenetrabile anonimato dell'epoca, «avrebbe diritto di essere citato accanto a Giotto o Guido Reni». I fedeli adesso potranno ripercorrere le fasi del restauro attraverso l'esposizione in 20 quadri allestita nel portico coperto del cortile della cattedrale, che testimonia di tutti gli esami radiografici e laser che sono stati necessari prima di intervenire. Per i non vedenti, invece, ci sarà la possibilità di "toccare con mano" un rilievo tattile realizzato col contributo di Pelliconi spa. Per tutti i bolognesi assiepati lungo il portico di San Luca o riuniti in processione per la discesa domani dell'icona, rimane invece valida la minaccia della pioggia. E il ricordo del velo blu più scuro e di quel volto quasi offuscato dal tempo che hanno lasciato il posto alla vera icona. Più "brillante" e più lucente, ma probabilmente più vecchia.
Il volto della Madonna di San Luca torna a splendere dopo il restauro
La Madonna di San Luca è stata restaurata dopo due anni di lavoro e 10 mila euro di fondi. Il restauro ha rivelato un colore azzurro del velo blu della Madonna, e un piedino di Gesù che era nascosto. Il volto della Madonna si è addolcito e i tratti sono diventati più sfumati. Il restauro è stato un intervento di pulizia, ma ha richiesto coraggio e tempo. L'immagine è stata esposta in 20 quadri nel portico della cattedrale, e ci sarà anche un rilievo tattile per i non vedenti. La processione della discesa dell'icona domani potrebbe essere interrotta dalla pioggia. La nuova icona è più "brillante" e più lucente, ma probabilmente più vecchia.
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