ALMENO 140 milioni di entrate «incerte» assegnate come copertura di capitoli di spesa che vanno dalla protezione dell'ambiente ai teatri. Dal bilancio appena approvato all'Ars saltano fuori una miriade di spese vincolate all'incasso di fondi in materia sanitaria: 110 milioni che dovrebbe versare lo Stato (ma ancora non c'è la certificazione che non arriverà prima di giugno) e altri 30 milioni che invece la Regione conta di incassare dai laboratori d'analisi. Alla domanda sulle conseguenze in caso di non incasso di queste somme, la risposta è semplice: «Ci saranno altri tagli». Al momento, a rischio sarebbero diverse voci in bilancio, gran parte delle quali inserite in un emendamento approvato nella lunga notte della Finanziaria e di cui si è parlato poco. L'assessore all'Economia, Luca Bianchi, rassicura: «Si tratta di accantonamenti negativi che troveranno una soluzione entro l'anno». Sindacati e associazioni sono sul piede di guerra: «Si tratta di entrate dubbie che servono a coprire spese per l'ambientee la cultura. Il governo e l'aula hanno preferito dare sicurezze alle spese clientelari, come la tabella H», attacca Legambiente. Ma l'assessore ribatte: «Gli accantonamenti negativi sono stati spalmati su tutte le voci di spesa, tranne quelle che riguardano gli stipendi dei regionali», dice. Tra i capitoli che hanno una copertura dubbia diversi riguardano la protezione civile: ad esempio per «le spese per i volontari impegnati nelle attività di gestione di emergenze» si prevede una spesa di 360 mila euro, ma di questi 116 mila euro dovranno arrivare da entrate non certe sulla sanità. In bilico anche la spesa di 396 mila euro per «interventi di prima assistenza in caso di calamità pubbliche». Tante le uscite a rischio copertura in materia di attività produttive e agricoltura: per le cantine sociali previsto un fondo da 7,6 milioni di euro, 2,5 milioni dei qualia rischio. Sui contributi per il «movimento cooperativistico» prevista un'uscita pari a 900 mila euro, ma di queste somme 295 mila euro dipendono sempre dalla sanità. I consorzi fidi potrebbero subire un ulteriore taglio di un milione di euro. Uno dei settori più in bilico è quello dei beni culturali e dei teatri: per contributia enti morali ed ecclesiastici «per il restauro di strumenti musicali» prevista una spesa di 700 mila euro, ma 311 mila euro sono in dubbio. Il fondo per «iniziative culturali di particolare rilevanza» è pari a 600 mila euro, ma rischia di subire un taglio di 134 mila euro. Anchei fondi per il Centro del restauro, circa 480 mila, per ben 151 mila euro dipendono dalle entrate in materia sanitaria. Stesso discorso per il Museo regionale di arte moderna di Palermo: 100 mila euro in bilico su 300 mila di finanziamento. Sul fronte teatri, dipendono da entrate sanitarie 1,1 milioni di euro per il Teatro Biondo, 1,8 milioni per l'Orchestra sinfonica siciliana, 5,6 milioni per il Bellini di Catania, 2,8 milioni per il Teatro Massimo. I sindacati degli enti lirici e teatrali sono già sul piede di guerra. In allarme anche Legambiente che denuncia l'inserimento, tra questi capitoli a copertura incerta, di spese per la tutela ambientale: «La lettura della Finanziaria approvata dall'Ars continua a far emergere dati incredibili - dice Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente - perché risorse immediatamente disponibili sono andate ad alimentaree consolidare un sistema inaccettabile di elargizioni e contributi a pioggia, mentre sono stati operati taglio non sono state garantite risorse sufficienti per la gestione delle aree naturali protette o per i controlli ambientali». Per il funzionamento dell'Arpa è prevista una spesa di 12 milioni di euro, dei quali quattro dipendono da entrate ancora non certe. «Sarebbero stati sufficienti - aggiunge Angelo Dimarca, dirigente di Legambiente - pochi milioni di euro per garantire il sistema delle riserve naturali o per il funzionamento dell'Arpa, e invece nella notte del 1 maggio, con uno stravolgente emendamento all'articolo 53 della Finanziaria, è stato previsto che la copertura di tali spese andrà garantita solo dal risparmio realizzabile sul servizio sanitario. A spese certe si dovrebbe far fronte, quindi, con entrate dubbie». Sit-in del personale dei laboratori d'analisi La platea del teatro Biondo La riserva naturale dello Zingaro