Vedere con i propri occhi. Forse è questo il principale dovere professionale di uno storico dell'arte. Ed è proprio per questo che il 5 maggio storici dell'arte italiani si riuniranno all'Aquila: per vedere con i propri occhi la realtà unica al mondo di un centro monumentale straordinariamente esteso e straordinariamente importante semidistrutto e non restaurato. Ci sarà anche il nuovo Ministro ai Beni e Attività Culturali Massimo Bray, che ha confermato la sua presenza per l'intera durata della manifestazione per ascoltare direttamente da l'Aquila l'appello per la rinascita della città. Finalmente, chiusa la fallimentare esperienza del commissariamento, sono partiti i primi 23 cantieri: ma chiese monumentali come il Duomo sono ancora a cielo aperto, o protette da ridicoli teli, dunque in preda alla pioggia e alla neve. "Storici dell'arte e ricostruzione civile" è un'idea di Tomaso Montanari, con il sostegno di Italia Nostra, che è cresciuta nella comunità scientifica degli storici dell'arte italiani. Dopo l'introduzione di Montanari e i saluti del sindaco Massimo Cialente, parleranno Fabrizio Magani, direttore regionale dei beni culturali dell'Abruzzo (ore 14.40); alle 15 Paolo Muzi, presidente di Italia Nostra L'Aquila; 15,15 Giandomeni Cifani, responsabile Itc CNR L'Aquila; 15,30 Antonello Alici, presidente AAAItalia Associazione Nazionale Nazionale Archivi di Architettura Contemporanea; 15.45 Maria Pia Guermandi, Italia Nostra Emilia Romagna; 16.00 Michele Dantini, TQ; 16,15 Clara Rech, Presidente Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell'Arte; 16.30 Alessandra Mottola Molfino, consigliere e 16.40 Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra. Conclusioni affidate a Salvatore Settis.