Auricolari ben piantati nelle orecchie, come un passeggero qualsiasi, il ministro dei Beni culturali Massimo Bray viaggia sulla Circumvesuviana in serena solitudine alla volta di Pompei. Giustamente va a verificare di persona come vanno le cose il 1 maggio in uno dei centri del suo mandato non solo cultura ma anche turismo. Non c'è auto blu, non c'è scorta. Ma Bray interpreta in modo originale l'onda nuova della riservatezza nell'era di Twitter. Il ministro non viaggia in incognito perché i cittadini vengono informati in tempo reale di ogni suo atto e pensiero. Dentro quegli auricolari, si pregia di twittarci, scorre la musica del musicista israeliano Asaf Avidan. Lo fa perché la signora che lo vede sul treno e lo trova somigliante al neoministro della Cultura non gli rivolge la parola, ma lo fotografa e twitta: "Secondo me stamattina massimobray era in circumvesuviana accanto a me". Lui legge e risponde, dettagliando su cosa stava ascoltando in quella foto disponibile all'universo mondo. Solo che la Circumvesuviana non è ancora proiettata del tutto nell'ipermondo dei social network, i suoi binari sono saldamente piantati nella terra di Napoli. E dunque il treno si ferma e il ministro resta a terra. Si fa fotografare e twitta: "Arriveremo a Pompei grazie a un passaggio". Il popolo del web, come dicono quelli meno moderni di Bray, esplode di entusiasmo per il ministro autostoppista. Intanto la direzione della Circumvesuviana corre ai ripari. L'effetto Twitter comporta una figura di palta a livello globale. Parte il comunicato: "Ci scusiamo con il ministro e con i viaggiatori, ma il danneggiamento di alcuni treni a opera di teppisti, unito all'afflusso straordinario di viaggiatori per la giornata festiva ha avuto ripercussioni sulla rete". Bilancio da guerriglia urbana: 30 treni danneggiati, vetri rotti, rovinati i sensori di 200 porte automatiche. Bray giunge infine alla meta. Visita gli scavi per un paio d'ore, dichiara di aver provato "una grande emozione" e che le cose vanno molto bene. Non gli fa velo la notizia che i visitatori sono solo 12 mila contro i 24 mila dell'anno scorso. Pronta la spiegazione: si sono dimenticati di avvertire che l'ingresso sarebbe stato gratuito. Niente comunicato, niente addetto stampa. Il ministro fa da sé. Riparte, si rifotografa e ritwitta la didascalia: "Aspettando la circumvesuviana che dopo l'interruzione dovrebbe riportarci a Napoli". Perfetto, a parte un condizionale poco istituzionale . Poi c'è tempo per diffondere altri spezzoni del pensiero di questo intellettuale salentino che per diventare ministro lascia la direzione dell'Enciclopedia Treccani, nonché il coordinamento della Taranta. Un saluto a Giovanna Melandri che occupò quel ministero prima di lui, e lo ha accolto twittando un tifosissimo "Evvai!". "I tuoi consigli mi saranno preziosi". E il ringraziamento a una blogger che gli ha dedicato un ritratto "divertente e azzeccato". Eccolo integrale, per farvi un'idea: "Non fategli mettere giacca e cravatta per favore! Il dolcevita nero e la giacca scura da intellettuale, artista, sopra le parti con i fogli nel taschino al posto della pochette... Massimo Bray è anarchico e intellettualmente snob". Azzeccato, sì.
VISITA A POMPEI - Massimo Bray, ministro fai-da-te
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray viaggia sulla Circumvesuviana in serena solitudine, indossando auricolari, per verificare di persona la situazione a Pompei. I cittadini vengono informati in tempo reale di ogni suo atto e pensiero attraverso i social media. Il ministro legge una foto scattata da una signora che lo trova somigliante a lui e risponde, ma il treno si ferma e il ministro resta a terra. Il popolo del web esplode di entusiasmo per il ministro autostoppista. Il ministro giunge alla meta, visita gli scavi e dichiara di aver provato "una grande emozione".
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