Filippeschi presenta il suo programma: «Con Letta premier e Rossi governatore è un momento irripetibile per la città» La campagna elettorale inizia alla Leopolda Domani alle 21 inizia alla stazione Leopolda la campagna elettorale della coalizione che sostiene la candidatura di Marco Filippeschi sindaco (Pd, Idv, Sel, Riformisti per Pisa e lista civica "In Lista per Pisa"): è previsto un dibattito che con Filippeschi ed Enrico Rossi, moderata da Giuseppe Meucci. Saranno presenti i candidati al consiglio comunale. Intanto oggi alla 13 ci sarà un "pranzo del 1 maggio" al circolo Arci di via Frascani, con Filippeschi e i candidati del Pd. Durante il pranzo verrà proiettato il video "Attenti operai comunisti" di Simonetta Della Croce e Chiara Baldassari. PISA Marco Filippeschi ha presentato ieri il suo programma per il mandato 2013-18: si snoda per 69 pagine «legate tutte da un'idea, quella del lavoro». Secondo il "primo cittadino" uscente e in corsa per la riconferma con il centrosinistra, alla base di tutto «c'è una domanda: cosa posso fare per creare lavoro?». La ricetta si basa su un mix irripetibile di ingredienti: dal 2014 ci saranno tanti nuovi bandi per l'assegnazione di fondi regionali ed europei, «per i quali bisogna farsi trovare pronti»; inoltre ci sono un premier pisano (Enrico Letta) e un governatore della Toscana proveniente della nostra provincia (Enrico Rossi). Filippeschi lo fa notare indirettamente con una frase: «Ho i rapporti giusti e abbiamo già mandato al governo un dossier sulla città; mentre per ogni progetto ci muoviamo d'intesa con la Regione». Il dossier per Roma. Il documento inviato al consiglio dei ministri comprende tutte quelle vertenze per cui è stato necessario negli anni l'intervento nazionale: al primo posto, per esempio, c'è la richiesta di una «soluzione per la Biblioteca universitaria e la riapertura della Sapienza»; questione esplosa dal 29 maggio 2012 e che ha mobilitato sia i Beni culturali che il dicastero dell'Università. Al secondo, la «realizzazione del progetto Caserme», cioè l'intesa con la Difesa per liberare tre caserme dismesse e farle passare sotto la proprietà del Comune. Si tratta di istanze che in questi anni sono state già aperte, ma a Roma si sono perse o, nel migliore dei casi, hanno molto rallentato il loro iter nonostante gli impegni presi dai vari governi. Lo "scandalo" maggiore è il mai arrivato «finanziamento dell'operazione di delocalizzazione delle case di via Cariola», soffocate dagli scarichi degli aeroplani; impegno che risale al ministro Matteoli. Cultura, ambiente e turismo. Tuttavia non è un caso che molti dei 18 punti che leggerà Letta riguardino la cultura: il «recupero del Teatro Rossi», al quarto posto, oppure la «partecipazione del governo alle celebrazioni per il 950 anniversario dell'inizio dell'edificazione» in piazza dei Miracoli. Filippeschi nel suo programma prova a trasformare Pisa da «città turistica a città del turismo», rendendola un polo di idee, eventi e cultura. Nelle pagine del programma si legge di una candidatura a "capitale europea della cultura 2019", di un "progetto Cina" legato al volo diretto con Shanghai, di un grande sforzo per il rilancio del Litorale (con il porto e le produzioni cinematografiche). E tante altre chicche che valorizzino le bellezze ambientali creando occupazione, oltre che attrazione turistica: un ponte ciclopedonale da Putignano a San Michele per avvicinare le periferie (copyright di Salvatore Settis, ex direttore della Normale) e nuovi nomi "pesanti" di investitori di successo e "alla moda", come Oscar Farinetti con la sua catena Eataly. Bilancio dei primi cinque anni. L'operazione Ikea, insomma, ha fatto scuola; se si conta quella, il people mover e il Piuss tre interventi che non erano nel programma del 2008 , Filippeschi scherzando (ma neanche tanto) dice di aver «superato abbondantemente il 100 di realizzazione del programma del primo mandato». Poi ammette che «certo, tutto non siamo riusciti a fare, ma quasi tutto sì e abbiamo dato prova di concretezza». Lo spunto serve per dare un consiglio «che condivido con gli altri candidati miei competitori: la cosa più importante che ho imparato da sindaco è che bisogna avere sempre i progetti, in modo che, quando poi escono i bandi, siamo pronti». Fa l'esempio del people mover: «Se non ci fosse stato il progetto, quei milioni di euro sarebbero andati in Danimarca o chissà». Il segreto? Prima le idee, dopo la ricerca dei fondi. Da migliorare. Infine i buoni propositi per i Ctp, consigli territoriali di partecipazione, le ex circoscrizioni ora non più elettive: ai consiglieri nominati un «grazie per il lavoro svolto a zero euro». Resta la bontà dell'intento: «I problemi è meglio andarseli a cercare, che aspettare di farceli cadere addosso; ma siamo consapevoli di alcuni limiti». La parola d'ordine è «rilanciare i Ctp». Su www.marcofilippeschi.it il programma completo: il sindaco lo definisce frutto di una visione «ottimistica», che contrappone alla «lista di "no" o al "pochino" degli altri candidati. Loro non rispondono alla domanda su come creare lavoro». Gianluca Campanella