«Gli affreschi si stanno perdendo», l'allarme della consigliera comunale Ceccardi dopo un sopralluogo CASCINA Un gioiello da salvare. Si parla da anni del suo recupero, un iter iniziato tre legislature fa e che non arriva a conclusione. Anzi, ora si registra un colpo di scena: il Comune pensa di vendere lo storico teatro Bellotti Bon nel centro di Cascina. Una decisione imposta dai tempi: non ci sono risorse pubbliche e il teatro rischia di cadere a pezzi. La nuova scelta potrebbe allungare di nuovi i tempi del recupero. A riportare l'attenzione sull'edificio, situato di fronte a piazza Gramsci , è la consigliera della Lega Susanna Ceccardi. Dopo un sopralluogo con il saggista Luca Nannipieri, denuncia il gravissimo stato di abbandono e di degrado in cui versa il teatro Bellotti Bon, costruito dal 1874 al 1915 dall'importante architetto Luigi Bellincioni, e di proprietà del Comune di Cascina dopo l'acquisizione nel 2003 per circa 258.000 euro. Il teatro, chiuso ormai da decenni, si trova in una difficile e precaria condizione. L'esterno è stato più volte transennato per evitare che i detriti caduti dal tetto o dalla facciata potessero finire sul marciapiede. «Gli affreschi del soffitto e le ampie e notevolissime decorazioni che impreziosiscono i tre ordini di palchi stanno subendo un evidentissimo disfacimento nei colori e nelle forme, con infiltrazioni d'acqua e liquame di piccioni che nidificano all'interno della struttura: fanno presente Ceccardi e Nannipieri, molto preoccupati per le condizioni di abbandono del teatro. «Incuriosita dai racconti ormai mitologici di un teatro nascosto proprio nel centro storico di Cascina, e contattando il saggista ed esperto di beni culturali Luca Nannipieri, sulla base delle testimonianze a disposizione abbiamo fatto un sopralluogo all'interno della struttura richiedendo le chiavi d'accesso agli uffici comunali». A metà di viale Comaschi, dietro ad una fila di cassonetti, manifesti e locandine abusive che coprono saracinesche arrugginite e un anonimo intonaco tendente al colore grigio , si nasconde uno dei luoghi più affascinanti e preziosi che Cascina possa vantare. «A colpo d'occhio la struttura interna è di incredibile bellezza e appare inconcepibile come un gioiello architettonico del genere venga celato e precluso alla collettività. Se il teatro fosse stato recuperato non appena acquistato, sicuramente avremmo evitato dieci anni di abbandono, trasformando la struttura in un ricovero per i piccioni». Le valutazioni che si possono fare sono tante. «Soltanto pochi anni prima dell'acquisto del Bellotti Bon era stata costruita la biblioteca comunale proprio davanti alla parte più conservata delle mura antiche di Cascina nascondendo così la storia, la memoria e la bellezza del nostro borgo medioevale. Il nostro patrimonio culturale continua Ceccardi per essere apprezzato deve essere vissuto, così per la riqualificazione del teatro serve un progetto concreto che lo adibisca a spazio sociale. In un comune come Cascina di 45.000 abitanti una piccola biblioteca con una sola aula studio risulta assolutamente insufficiente, costringendo decine di studenti a spostarsi altrove. Propongo che l'amministrazione di Cascina si impegni a reperire finanziamenti affinché il teatro venga restaurato e adibito a biblioteca e spazio di iniziative culturali. Una biblioteca-teatro, progetto avvenieristico e unico nel suo genere, con gli ordini dei palchi su cui adagiare tavoli di studio e scaffali per i libri richiamerebbe a sé tutti gli studenti non solo di Cascina, ma della Provincia di Pisa, oltre a intellettuali e studiosi, creando in questo modo un luogo straordinario di cultura e ispirazione».(s.c.)