MILANO Affidare a un a figura istituzionale, che potrebbe essere il prefetto di Milano Bruno Ferrante, o in seconda battuta il ministro ai Beni Culturali, Giuliano Urbani, un ruolo di mediazione «per ristabili re un rapporto sereno e costruttivo con le maestranze scaligere», e «nell'ottica di tutelare il patrimonio artistico mondiale della Scala, rappresentato dall'eccellenza artistica del maestro Muti e dell'elevato livello qualitativo dell'orchestra e di tutte le maestranze artistiche e tecniche». È la decisione uscita ieri sera dal Consiglio di amministrazione della Scala, dopo una discussione durata tre ore. Il giorno dopo l'assemblea dei lavoratori che ha votato la sfiducia al maestro Riccardo Muti e ribadito la richiesta di dimissioni del Cda e del nuovo sovrintendente Mauro Meli, i consiglieri ritentano la strada del dialogo e affidano al sindaco, Gabriele Albertini, «di verificare le condizioni per l'avvio di un tavolo di ricomposizione». Dunque non è accaduto il terremoto che ci si sarebbe potuti aspettare. Meli resta al suo posto,Muti ritira le dimissioni (anzi, come ha precisato Albertini, non risulta che abbia mai consegnato la lettera e nemmeno che abbia pensato di lasciare il teatro). Tutto da rifare, si ricomincia da capo per trovare una via di uscita alla crisi della Scala che ha già portato allo sciopero sulle "prime" e all'annullamento del Dittico Hindemith-Corghi diretto da Muti. «Speriamo di aver trovato una soluzione positiva per il teatro» hanno commentato all'uscita da Palazzo Marino Fedele Confalonieri e Carlo Secchi, che ha pure confessato il momento è «brutto, è brutto, ma è stato molto peggio quando la Scala è stata bombardata». Non lo ritengono un vero passo avanti i sindacati, tutt'altro che soddisfatti. «Il sindaco ci deve dire chi è la figura che deve mediare e quale mandato ha» dice Bruno Cerri, della Cgil dello spettacolo. «Possiamo essere disponibili solo su una proposta seria e precisa, di fronte a qualcosa di concreto che viene messo sul tavolo. La mia impressione è che siano in gravi difficoltà e non sappiano come venirne fuori». Ma il dato nuovo è che ad essere in difficoltà ora è soprattutto il sindaco, sempre più isolato nel Cda che presiede. Dopo aver parlato ancora in mattinata di commissariamento della Scala («Con tutto il desiderio di trovare un accordo non vedo quale altra soluzione ci potrebbe essere. Siamo di fronte a un ammutinamento, a una situazione di ingovernabilità assoluta»), ha tastato il terreno in Consiglio, ma si è trovato di fronte allo sbarramento di tutti gli altri componenti, che gli hanno imposto di accettare «il contributo» di una figura istituzionale, e per giunta il prefetto, come già era accaduto due anni fa in occasione degli scioperi selvaggi dei tranvieri. Anche Urbani, a] quale toccherebbe il compito di prendere l'estremo provvedimento del commissariamento, ha preso tempo, preferendo lanciare un appello per ritrovare la serenità. Dunque un Albertini sempre più esautorato, che intervenendo a sorpresa in consiglio comunale è stato costretto a fare marcia indietro anche sulle promozioni e assunzioni che sarebbero state concesse dall'ex sovrintendente Carlo Fontana a dipendenti iscritti a Cgil e Uil. «Mi scuso per l'imprecisione, che devo correggere» ha detto, scaricando la responsabilità dei dati fomiti da Meli sullo stesso neo sovrintendente, e ammettendo che il 6 delle persone interessate ai provvedimenti sono iscritti alla Cisl: «Lo ammetto, erano pochi ma ce n'erano». Uno scivolone che forse Confalonieri, Marco Tronchetti Provera, Bruno Ermolli e gli altri consiglieri di amministrazione della Scala non hanno visto di buon occhio, visto che si è rivelato un boomerang ai danni del sindaco, il quale ha incassato due querele da Fontana e dalla Cgil. Resta caldo anche il fronte in teatro. Secondo i professori dell'orchestra, l'assemblea di mercoledì ha segnato un punto di non ritorno. «È impossibile ricucire il rapporto col maestro Muti» afferma l'orchestrale Sandro Malatesta, rappresentante del sindacato autonomo Fials. «Un direttore può anche salire sul podio con la frusta al posto della bacchetta, ma fare musica insieme è un'altra cosa». Stasera l'orchestra e il coro della Scala saranno alle 21 al Conservatorio per un concerto gratuito aperto alla città e organizzato dai sindacati, con musiche di Rossini, Bizet, Puccini, Verdi, Wagner.
Sulla Scala prove di dialogo, chiesto l'aiuto del prefetto
Il Consiglio di amministrazione della Scala ha deciso di affidare a un'istituzione un ruolo di mediazione per ristabilire un rapporto sereno con le maestranze. Il sindaco Gabriele Albertini è stato incaricato di verificare le condizioni per l'avvio di un tavolo di ricomposizione. Il maestro Riccardo Muti ha ritirato le sue dimissioni, ma il sindaco ha espresso la sua insoddisfazione per la mancanza di una proposta seria e precisa. I sindacati hanno espresso la loro insoddisfazione per la decisione e hanno richiesto una proposta concreta. La situazione è considerata critica e il sindaco è stato criticato per aver bisogno di un intervento istituzionale.
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